DILEMMA LO DISSE

INSULTANDO LO EX- MINISTRO DELLA ECONOMIA GRECA, MATTEO RENZI HA INSULTATO LA DEMOCRAZIA, HA FATTO PASSARE AL NUOVO ORDINE MONDIALE, TRUFFA SISTEMA MASSONICO MENZOGNA ED IPOCRISIA: ALTO TRADIMENTO SIGNORAGGIO BANCARIO, IL SUO MOMENTO PIù BASSO!
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AL-NURSA, SONO QUELLI CHE SONO STATI FINANZIATI DA OBAMA GIORDANIA, TURCHIA, ARABIA SAUDITA, QATAR! LORO SONO I TERRORISTI MODERTI DELLA CIA! 23 SET - La faccia da ragazzino scossa da un pianto a dirotto: sono gli ultimi minuti di vita di Jafar al-Tayyar, un jihadista ventenne attirato in Siria dal lontano Uzbekistan, e mandato a morire e a uccidere dai ribelli qaedisti anti-Assad del Fronte al-Nusra. Le immagini sono catturate da un video diffuso oggi dal Daily Mirror: i miliziani lo confortano: "Jafar, non aver paura - recita la traduzione del Mirror - se sei spaventato ricordati di Allah". "Ho solo paura di fallire", risponde lui.
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IL REGIME MASSONICO SPA FED BCE FMI: LA SINAAGOGA DI SATANA, NON GRADISCONO DONALD Trump, non andrò agli show della Fox 23 SET - Donald Trump dichiara 'guerra' a Fox. "Mi ha trattato ingiustamente e quindi ho deciso che non parteciperò più ai suoi show nel futuro prevedibile", afferma Trump, il candidato repubblicano alla Casa Bianca in un tweet. Trump ha alzato i toni con Fox dopo il primo dibattito fra i candidati repubblicani, attaccando la moderatrice Megyn Kelly.
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PARIGI MASSONE, 23 SETTEMBRE L'Eliseo BILDENBERG TROIKA: IL POPOLO DEGLI SCHIAVI ROTHSCHILD annuncia che l'Egitto acquisterà le due navi da guerra francesi Mistral, inizialmente commissionate dalla Russia, il cui contratto è stato annullato nei mesi scorsi a causa dell'embargo per la crisi in Ucraina. Le due portaelicotteri costruite nei cantieri navali di Saint-Nazaire andranno dunque al Cairo. I presidenti francese Francois Hollande ed egiziano al-Sisi ne avevano parlato a inizio agosto in occasione dell'inaugurazione del nuovo canale di Suez.
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QUANDO IL GARANTE DELLA PRIVACY SE NE è ANDATO A PUTTANE? POI, LUI NON è PIù RITORNATO ANCORA, MA, IO CREDO CHE, LUI MORIRà PRESTO DI INFARTO! UniusRei3 1 mese fa [ bestie di satana CIA 666 NSA 322 DATAGATE ] [ siete in grado di fare ingoiare a google questo tag che voi avete messo nei miei blog? perché, voi non mettete questo colore trasparente alle mutande di quella troia di vostra madre? <ul class="post-item-list" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; Download Flash and Video mi ha fatto entrare ] DNS-Unlocker Adware [ perché è questo che vuole il NUOVO ORDINE MONDIALE! Gli sviluppatori hanno scelto un metodo di marketing ingannevole chiamato 'bunding' per distribuire DNS Unlocker; ciò rende DNS Unlocker un programma potenzialmente indesiderato (PUP). AInoltre, DNS Unlocker tiene traccia delle attività di navigazione in Internet e raccoglie vari tipi di informazioni. Internet Protocol (IP) (utilizzati per determinare la posizione geografica), numeri identificativi univoci, sistema operativo, tipo di browser, siti web visitati, le pagine viste, le query di ricerca, cronologia di navigazione e la lingua del browser sono solo alcuni esempi di un elenco dei tipi di informazioni raccolte da questo adware. E' molto probabile che alcune di queste informazioni conterranno informazioni di identificazione personale, quindi, la presenza di SushiLeads adware sul sistema potrebbe causare problemi di privacy o gravi furti di identità. Le applicazioni adware sono
simili tra loro, generano annunci online intrusive e condividono i dati raccolti con terze parti. Si consiglia vivamente di disinstallare DNS Unlocker dal sistema.==========
P/1 ] Il piano Abu Mazen-Erekat: dichiarare la Palestina “stato sotto occupazione” E QUESTO è VERO HAMAS SHARIA, OCI SHARIA, USA 666, LEGA ARABA SHARIA, HANNO TRASFORMATO LA PALESTINA IN UNO STATO DI OCCUPAZIONE DEL TERRORISMO ISLAMICO NAZISTA, PERCHé "ISLAM è TERRORISMO!" LO HANNO DETTO TUTTI I MARTIRI CRISTIANI CHE LA LEGA ARABA CONTINUA AD UCCIDERE ANCORA OGGI, SOTTO LA SUPER VISIONE DI ONU IL MASSONE! ] [ ISIS: altri antisemiti genocidi. Agli occhi dello “Stato Islamico”, chiunque parli con un ebreo è perciò stesso un nemico dell'islam. Di Ephraim Herrera. Lo “Stato Islamico” (ISIS) pubblica quasi ogni mese una rivista in lingua inglese intitolata Dabiq, e in ogni numero il popolo ebraico viene menzionato in modo profondamente negativo.
Nell’ultimo numero, l’undicesimo, c’è un articolo dedicato a “Dajjal, il Mahdi dei Rafidha”: termini oscuri per i lettori inesperti, ma perfettamente comprensibili per la generalità dei musulmani. Secondo i salafiti, i Rafidha (“coloro che rifiutano”), più comunemente conosciuti come sciiti, sono i membri del culto di coloro che rifiutano i primi tre califfi. I musulmani sciiti credono che il Mahdi (“redentore”) sia il dodicesimo imam, che porterà sul mondo il dominio dell’islam sciita. Il Dajjal (“falso messia”) è il re degli ebrei dagli occhi asimmetrici che sarà a capo degli eserciti dei nemici dell’islam nella guerra finale. L’articolo considera gli sciiti e gli ebrei come un unico nemico, e mette Mahdi e Dajjal dalla stessa parte nell’ultima battaglia, impegnati entrambi a combattere i veri musulmani, cioè i sunniti. L’articolo è accompagnato da una foto dell’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad che abbraccia un membro della setta ebraica ultra-ortodossa anti-sionista Neturei Karta.
Agli occhi dell’ISIS, chiunque parli con un ebreo è perciò stesso un nemico dell’islam. Nel decimo numero di Dabiq, il gruppo accusa di tradimento Zahran Alloush, comandante della Brigata dell’Islam in Siria. La Brigata dell’Islam è un gruppo salafita che crede nell’ideologia di Osama bin Laden ed è nemico giurato dei Rafidha, del Mahdi e degli ebrei. Ma il suo crimine, agli occhi dell’ISIS, è stato quello di parlare con l’inviato speciale del Segretario di stato americano John Kerry, Daniel Rubinstein, e con altri esponenti ebrei.
Per lo “Stato Islamico” la guerra è l’unica soluzione, soprattutto quando si tratta di ebrei. Il nono numero di Dabiq afferma esplicitamente che i musulmani che credono di poter vivere accanto a ebrei, cristiani e altri infedeli pur continuando sulla via dell’islam, sono essi stessi infedeli.
Nell’ottavo numero di Dabiq i saggi ebrei sono accusati di distorcere la Torah, che annuncerebbe l’avvento del profeta Maometto. E nel quinto numero gli ebrei sono menzionati come i traditori che hanno ucciso Maometto. In quello stesso numero, l’ISIS illustra i suoi piani per lo stato ebraico. Nel secondo numero, il gruppo assicura che “è solo questione di tempo e di pazienza prima che [lo Stato Islamico] raggiunga la Palestina per combattere i barbari ebrei “.
A quanto pare, c’è chi sta combattendo contro lo “Stato Islamico”. Nondimeno, noi dobbiamo seguire e studiare le sue attività e le sue tattiche di combattimento, caratterizzate dal più totale disprezzo per ogni elementare regola di guerra, compresa la disponibilità ad usare armi chimiche e autobombe contro la popolazione civile. Se la guerra in Medio Oriente si rivelerà una fanatica guerra di religione, potranno salvarci solo la forza, la determinazione e la preparazione a combattere.
(Da: Israel HaYom, 21.9.15) Circa la posizione antisemita e genocida degli antagonisti dell’ISIS, si veda: Il Mein Kampf dell’ayatollah Khamenei
http://www.israele.net/lisis-altri-antisemiti-espressamente-genocidi
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P/2 ] Il piano Abu Mazen-Erekat: dichiarare la Palestina “stato sotto occupazione” E QUESTO è VERO HAMAS SHARIA, OCI SHARIA, USA 666, LEGA ARABA SHARIA, HANNO TRASFORMATO LA PALESTINA IN UNO STATO DI OCCUPAZIONE DEL TERRORISMO ISLAMICO NAZISTA, PERCHé "ISLAM è TERRORISMO!" LO HANNO DETTO TUTTI I MARTIRI CRISTIANI CHE LA LEGA ARABA CONTINUA AD UCCIDERE ANCORA OGGI, SOTTO LA SUPER VISIONE DI ONU IL MASSONE! ]  Vi meritare di sentirvi offesi [ LA TEOLOGIA ISLAMICA DELLA SOSTITUZIONE , è AUTORIZZAZIONE AL GENOCIDIO DI TUTTO IL GENERE UMANO ] Persone che desiderano solo visitare il luogo più santo per la loro religione vengono bollate come “estremisti fondamentalisti”, e chi le aggredisce viene visto come una vittima giustamente indignata. Di Gary Willig. Se la vista di un ebreo in preghiera vi offende, allora vi meritate di sentirvi offesi. Se il suono di un ebreo che recita una benedizione sull’acqua, o che recita lo Shemà, o che dice semplicemente “Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla” vi offende, allora vi meritate di sentirvi offesi. Se la vista di bambini ebrei vi spinge a urlargli in faccia e sputargli addosso, allora vi meritate di sentirvi offesi. Se gli ebrei profanano i vostri luoghi sacri col solo fatto di avvicinare ad essi i loro piedi, allora vi meritate di pensare che il vostro luogo santo è “profanato”.
Viviamo tempi folli. Persone che desiderano semplicemente visitare e pregare nel luogo più santo per la loro religione vengono bollate come “estremisti fondamentalisti di destra”, mentre coloro che usano violenza e intimidazione per impedire loro di farlo vengono considerati degli innocenti i cui diritti sono minacciati ogni volta che un ebreo osa citare un passo del Libro dei Salmi.
Gli ebrei che pregano e recitano una benedizione sono una minaccia per la pace. Che diamine, ebrei che se ne vanno per la loro strada occupandosi degli affari loro costituiscono una minaccia per la pace, in questo mondo alla rovescia dove i lanciatori di molotov e di pietre praticano – chissà come – una forma di protesta “non-violenta” nonostante le persone ne risultino uccise o mutilate.
La realtà, naturalmente, è tutta al contrario. Le persone che non vogliono fare altro che visitare e pregare nel luogo che considerano il più sacro della Terra non sono una minaccia per niente e per nessuno. Quelli che le tormentano e aggrediscono sono la vera minaccia, sia per la sicurezza del prossimo che per  la pace che da anni cerchiamo di raggiungere. La libertà di religione non autorizza a maltrattare persone che cercano di praticare la propria religione. Sentirsi offesi non dà licenza di sputare addosso e aggredire coloro dai quali si dice di sentirsi offesi. A volte, il fatto che vi sentite offesi dimostra solo che il problema siete voi e non chi in realtà non fa nulla di offensivo.
Se gli ebrei che passeggiano e magari persino pregano sul Monte del Tempio (sulla spianata, non dentro le moschee) vi fanno infuriare al punto da gridargli sulla faccia e coprirli di insulti e sassi e bombe incendiarie, allora non state facendo mostra di una virtuosa indignazione, né state difendendo alcunché: vi state solo comportando con un odio bestiale, che non dovrebbe avere posto nel mondo civile.
Chi dice che la campagna per garantire che il Monte del Tempio sia per sempre Judenrein è giustificata dal fatto che gli ebrei lo profanano con i loro “piedi sozzi”, come ha detto di recente il presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen, perde ogni diritto di essere definito “un moderato”: in realtà, è un sobillatore di violenza e un predicatore di antisemitismo. E se voi, dagli elevati pulpiti nell’Unione Europea, nelle Nazioni Unite o negli Stati Uniti, non riuscite a vedere che non si minaccia la pace recitando qualche silenziosa preghiera e che non si promuove la pace difendendo da ogni conseguenza coloro che lanciano pietre e bombe incendiarie su ebrei innocenti, allora anche voi siete parte del problema, e non riuscire mai e poi mai a dare un contributo per una vera pace in questa parte del mondo. Perché non vedete nulla di sbagliato nel fatto che delle persone vengano offese per il fatto di essere ebrei.
(Da: Times of Israel, 20.9.15) http://www.israele.net/vi-meritare-di-sentirvi-offesi
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P/3 ] Il piano Abu Mazen-Erekat: dichiarare la Palestina “stato sotto occupazione” E QUESTO è VERO HAMAS SHARIA, OCI SHARIA, USA 666, LEGA ARABA SHARIA, HANNO TRASFORMATO LA PALESTINA IN UNO STATO DI OCCUPAZIONE DEL TERRORISMO ISLAMICO NAZISTA, PERCHé "ISLAM è TERRORISMO!" LO HANNO DETTO TUTTI I MARTIRI CRISTIANI CHE LA LEGA ARABA CONTINUA AD UCCIDERE ANCORA OGGI, SOTTO LA SUPER VISIONE DI ONU IL MASSONE! ] Il cinico abuso della moschea di Al-Aqsa [ LA TEOLOGIA ISLAMICA DELLA SOSTITUZIONE , è AUTORIZZAZIONE AL GENOCIDIO DI TUTTO IL GENERE UMANO ]  Fra i massacri e le devastazioni che infuriano in Medio Oriente, i palestinesi fanno fatica a spacciare l’idea che la moschea sul Monte del Tempio sia davvero in pericolo
Di Reuven Berko. La “questione palestinese” non è mai stata così irrilevante. In tutto il Medio Oriente, centinaia di migliaia di persone sono state uccise, a milioni sono sfollate. Moltitudini di profughi si stanno riversando fuori dal Medio Oriente e dall’Africa verso le coste europee nella speranza di andarsi a stabilire nelle enclave musulmane che sono sorte, non senza problemi, nelle principali città d’Europa. L’illusione che espedienti come il riconoscimento della bandiera palestinese alle Nazioni Unite o la marchiatura da parte dell’Unione Europea delle merci prodotte da ebrei in Cisgiordania possano portare alla creazione di un nuovo stato fallimentare e violento sulle macerie dello stato d’Israele, è stata spazzata via dalle ondate di profughi che straripano in Europa. Nel frattempo, gli altri stati arabi fasulli e artificiali si stanno sgretolando sotto gli occhi di tutti.
Alla luce di questa catastrofe regionale, è andata in frantumi l’assurda idea, condivisa dagli ottusi e dagli antisemiti, che la “questione palestinese” sia alla radice di tutti i conflitti in Medio Oriente e che la sua soluzione (magari con l’eliminazione di Israele) porterebbe pace e serenità in tutta la regione. Il mondo sta assistendo a stragi, stupri sistematici, mercati di donne ridotte a schiave sessuali, distruzioni di chiese, moschee e siti archeologici perpetrati ormai da anni e su scala industriale da arabi musulmani, e capisce che quell’idea era totalmente priva di fondamento.
Messa in ombra dalla catastrofe regionale, la speranza palestinese di ottenere che la comunità internazionale faccia pressione su Israele per il cosiddetto “diritto al ritorno” dei profughi (e loro discendenti) sta diventando una pia illusione. Nessuno è veramente interessato alla situazione dei profughi palestinesi (e loro discendenti) artificialmente alimentata per quasi settant’anni dall’Unrwa e dai pari suoi. Ecco perché Hamas, l’Autorità Palestinese e, sì, anche la Lista Araba Comune israeliana sono concentrate sulla domanda: come riportare la violenza palestinese ai suoi giorni di gloria?
La spianata delle moschee sul Monte del Tempio, a Gerusalemme. In azzurro: il Muro Occidentale (“del pianto”). Accanto al Muro, la Porta Mughrabi: unico accesso alla spianata riservato ai non-musulmani. Freccia bianca: percorso di turisti e visitatori. Frecce rosse: tragitto degli ultrà palestinesi che aggrediscono i visitatori e gettano pietre sui fedeli ebrei raccolti ai piedi del Muro Occidentale (clicca per ingrandire)
Sin dai primi tempi dell’ascesa del movimento sionista, gli arabi palestinesi hanno fatto un uso cinico e spudorato del Monte del Tempio, nel tentativo di spingere il mondo musulmano alla guerra contro Israele. In questi giorni i palestinesi stanno cercando di utilizzare la moschea di al-Aqsa come leva per logorare la legittimità di Israele, a Gerusalemme e in generale, e rivoltare contro Israele gli islamisti che si stanno follemente trucidando fra di loro.
Ma incontrano non poche difficoltà, i palestinesi, a spacciare lo slogan “la moschea di Al-Aqsa è in pericolo” di fronte ai massacri di massa e alla massiccia distruzione di moschee che è in corso in tutto il Medio Oriente. I musulmani non smetteranno di ammazzarsi a vicenda per volgere la loro attenzione ad Al-Aqsa. Tutti sanno che Israele protegge la moschea di Al-Aqsa meglio di quanto non farebbe uno qualunque dei traballanti regimi arabi, per non dire delle organizzazioni terroristiche come l’ISIS.
Da quando è stata sconfitta dalle Forze di Difesa israeliane nell’operazione “Margine protettivo” dell’estate 2014, Hamas si dibatte in crescenti difficoltà militari ed economiche. Eppure, benché sia stata Hamas a lanciare razzi verso Al-Aqsa durante quei combattimenti, il capo di Hamas Khaled Mashaal e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan hanno avuto la faccia tosta di affermare, durante un recente incontro in Turchia, che “Israele sta approfittando del disastro regionale per eliminare la moschea Al-Aqsa”. Al tempo stesso, Hamas cerca di sobillare le violenze a Gerusalemme usando i suoi subappaltatori del Movimento Islamico locale. Ma la riabilitazione delle depauperate strutture terroristiche di Hamas non è ciò che interessa alle folle di Gaza che chiedono case, elettricità, gas, cibo e posti di lavoro. Anche quelli dell’Autorità Palestinese di Abu Mazen cercano di prendere parte all’istigazione alla violenza sul Monte del Tempio, ma con scarsi risultati. La storiografia islamica insegna che quando il califfo Omar arrivò al Monte del Tempio nel 637 e.v. sapeva bene che la pietra situata al centro di quel monte corrispondeva a dove erano sorti il primo e il secondo Tempio ebraico. Ogni musulmano sa che, secondo il Corano, Gerusalemme e dintorni resteranno per sempre patrimonio dei figli d’Israele. Le violenze palestinesi non hanno il potere di cambiare la parola delle Scritture. Ad ogni buon conto, le polizia israeliana fa bene a schierati e a intervenire a difesa dei luoghi santi di Gerusalemme.
(Da: Israel HaYom, 17.9.15)
http://www.israele.net/il-cinico-abuso-della-moschea-di-al-aqsa
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P/4 ] Il piano Abu Mazen-Erekat: dichiarare la Palestina “stato sotto occupazione” E QUESTO è VERO HAMAS SHARIA, OCI SHARIA, USA 666, LEGA ARABA SHARIA, HANNO TRASFORMATO LA PALESTINA IN UNO STATO DI OCCUPAZIONE DEL TERRORISMO ISLAMICO NAZISTA, PERCHé "ISLAM è TERRORISMO!" LO HANNO DETTO TUTTI I MARTIRI CRISTIANI CHE LA LEGA ARABA CONTINUA AD UCCIDERE ANCORA OGGI, SOTTO LA SUPER VISIONE DI ONU IL MASSONE! ] Il boicottaggio “accidentale” del Golan [ LA TEOLOGIA ISLAMICA DELLA SOSTITUZIONE , è AUTORIZZAZIONE AL GENOCIDIO DI TUTTO IL GENERE UMANO ] La decisione sciatta e dilettantesca del Parlamento Europeo dimostra ancora una volta che questi attacchi a Israele non c’entrano nulla con la soluzione della questione palestinese. Di Yair Lapid. Il Parlamento Europeo ha votato a larga maggioranza di iniziare a etichettare le merci provenienti dai “territori occupati” sotto controllo israeliano. Dopo oltre 300mila morti in Siria, il crollo dell’Iraq, la disintegrazione della Libia, un’ondata di profughi che minaccia di soffocare l’Europa e un pessimo accordo nucleare con l’Iran, finalmente l’Unione Europea ha trovato la vera causa di tutto questo: una bottiglia di Chardonnay Yarden proveniente da una cantina sulle alture del Golan.
Questa decisione non è solo immorale: è anche sorprendentemente dilettantesca. Le alture del Golan sono una zona nel nord di Israele che non ha a che fare con il contenzioso israelo-palestinese. In realtà, non c’è un solo palestinese che viva sulle alture del Golan. Si tratta di una piccola fascia di terra caduta sotto la categoria di “territorio occupato” dopo che è stata conquistata alla Siria durante la guerra difensiva combattuta da Israele nel 1967.
Ora si immagini che noi israeliani fossimo così spaventati dal boicottaggio (non lo siamo) da decidere di ritirarci dalle alture del Golan. A chi esattamente dovremmo consegnarle? Ci sono in effetti tre o quattro opzioni possibili.
La prima opzione è Jabhat al-Nusra, l’ala locale di al-Qaeda posizionata in prossimità del nostro confine. Un’altra opzione è lo “Stato Islamico” (ISIS), che si batte per il controllo della zona. Una terza opzione è Hezbollah, schierato sul versante libanese del confine. Una quarta opzione è il sanguinario regime dello stesso presidente Assad. Si può presumere che la prima cosa che farebbe Assad sarebbe quella di arruolare nelle sue forze tutti gli uomini drusi che da quasi cinquant’anni vivono come persone libere ed eguali sulle alture del Golan attualmente sotto controllo israeliano. Le donne e i bambini potranno invece andare a infoltire i milioni di profughi che sono già fuggiti dal suo regime assassino.
Le alture del Golan
Prima di pronunciarsi, si noti quella che non è un’opzione: l’Autorità Palestinese. Questo perché l’Autorità Palestinese non è mai stata sulle alture del Golan e quand’anche il mondo le chiedesse di andarci, non avrebbe alcun interesse a farlo.
Allora, come mai i prodotti dalle alture del Golan sono inclusi nel boicottaggio europeo? (e cerchiamo di non prenderci in giro: è chiaro che l’etichettatura significa boicottaggio).
Il motivo è che l’entusiasmo con cui viene accolta l’idea di danneggiare Israele è così grande, e le sue vere motivazioni così bieche, che nessuno si è nemmeno preso la briga di controllare i dettagli, sepolti in qualche scantinato dell’Unione Europea. E’ bastato dire che si trattava di dare addosso a Israele e tutti si sono sentiti talmente investiti dal fuoco sacro della giustizia assoluta da attaccare l’unica gestione democratica che funziona in Medio Oriente, anche in un’area totalmente scollegata dal contenzioso in questione.
In questo caso non è stato il concetto che sta dietro all’etichettatura a svelarne i veri motivi inconfessabili, ma il modo sciatto e menefreghista con cui è stata decisa. Il fatto che l’Unione Europea abbia accidentalmente deciso di etichettare e boicottare migliaia di cittadini israeliani che non sono in alcun modo collegati alla questione palestinese è un’ulteriore prova che tutto questo non ha nulla a che fare con la promozione della pace. Si tratta della capitolazione dell’Unione Europea di fronte a islamisti ed estremisti che esigono che lo stato di Israele venga attaccato in ogni modo possibile, con o senza logica. (Da: Times of Israel, 12.9.15)
http://www.israele.net/il-boicottaggio-accidentale-del-golan
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Benyamin Netanyahu ] agli stupidi può sembrare che, per me, tutti i mali del mondo sono tutti nella CIA NWO SpA FMI FED BCE Sistema massonico Bildenberg, MA IL MIO METODO è SOLTANTO QUELLO DI UCCIDERE IL DEMONIO PIù GRANDE, PER PASSARE, successivamente, AD UCCIDERE IL DEMONIO PIù PICCOLO, e così via! Sarebbe troppo facile per il REGNO di Dio distruggere immediatamente ogni resistenza, e poi, portare quasi tutto il genere umano all'inferno! quindi, io do gli strumenti ai miei fratelli, amici, alleati, in tutto il mondo, in tutti i popoli ed in tutte le religioni, per combattere e difendersi da un mortale nemico alla volta! se, tu consideri il mio canale: UniusRei3, tu noterai che c'è un collegamento al canale di David Duke, e lui dice cose interessanti e vere, ma, io gli ho tolto la mia amicizia, e non lo vado più a sputare in faccia, semplicemente, perché lui è andato in IRAN e non ha condannato il martirio dei martiri cristiani, e la pena di morte per apostasia! CERTO, anche Putin ha fatto questo delitto ai miei occhi, soltanto che per me, non è giunta la sua ora, ancora, di essere castigato!
Lorenzojhwh Kaduri

Shoopdawho0p 2 settimane fa  Che cosa!?! Di cosa stai parlando!? ]] QUINDI TU DICI CHE IO SCRIVO MERDA TUTTO IL GIORNO, però poi, tu non sai mai di che cosa io sto parlado circa! tu non riesci a portare nessuna giustificazione alla tua accusa contro di me, che per questo diventa una calunnia! tu dici che io sono un pazzo: soltanto a motivo del mio metodo sbagliato, che io uso: cioè di fare continuamente il "copia incolla" dei miei articoli! ma, forse questo è l'unico mezzo: "la disperazione" che il Nuovo Ordine Mondiale mi ha lasciato, per cercare disperatamente, di salvare la vita anche ad un pezzo di merda come te!!

Benyamin Netanyahu ] QUANDO IO FACCIO "copia-incolla" di un mio articolo, e lo trasferisco su WordPad, poi, al termine di ogni articolo mi compare il (?) e questo è: soltanto, uno dei tanti codici invisibili, che il S.p.A. NWO 322 "teschio e ossa" CIA DATAGATE A.I., hanno messo: inserito, per manipolare a loro piacimento tutte le informazioni di internet. Così, con la scusa dello spam, il Genere umano viene scippato della conoscenza!

OBAMA IL PERVERTITO SESSUALE GENDER ] [ certo, soltanto un altro pervertito, avrebbe potuto portare alla ribalta, altri pervertiti sessuali come lui, forse, quì non si tratta più di una forma laica di tolleranza, voi state facendo una religione dogmatica GENDER DArWIN di tutti i pervertiti sessuali come a voi! forse, Bush 322, per poterti ricattare, lui ha un tuo filmino pornografico, in cui tu ti prendi nel culo un pene spadone lungo 60cm? no! perché a me quelle cose fanno schifo ed io non le guardo!


OBAMA IL PERVERTITO SESSUALE GENDER ] [ ma, se, una semplice, piccola frase, che i farisei del Talmud, s.P.a BANCA MONDIALE FMI FED BCE, hanno inserito nella Bibbia ( a nulla è servito: che tutti i profeti di Israele, mandati da Dio JHWH la abbiano denunciata ) "gli ebrei, possono prestare il denaro ad interesse ai non ebrei" ha diffuso il satanismo ed i satanismi nel mondo! Quale è il male MALEFICO, che tu puoi fare a TUTTO il genere umano aprendo, il tuo pervertito buco anale GENDER ideologia, dicendo, questo è il nuovo linguaggio dell'amore! " certo, tu aprirai l'inferno sulla terra! infatti Sodoma e altre 4 città, con foreste lussureggianti giacciono tutte il fondo al mare morto, e tu puoi andarle a vedere: perché stanno li a dire come tu sei l'Anticristo!

Lorenzojhwh Kaduri
SAUDI SATANA ARABIA Allah Akbar il GUFO ] ogni resistenza è futile! Se Unius REI poteva essere fermato? già lo avrebbero fermato i Cannibali Zombies della CIA tutti i sacerdoti di satana Bush 322 Kerry che loro fanno 200000 sacrifici umani ogni anno: sull'altare di satana! perché tu ti ostini a voler morire, più di quanto io mi ostino a volerti salvare la vita?

HellxDesPairTruction

questa è l'unica possibilità di potr sopravvivere! 1. uscire dalla NATO!! 2. negare il debito, soltanto Rothschild il fariseo satanista è il responsabile del debito di tutte le nazioni e di tutti i cittadini di questo pianeta!  Il presidente catalano, Artur Mas, ha avvertito implicitamente che se andrà alla secessione la Catalogna potrebbe non pagare la sua parte del debito spagnolo se Madrid non avvierà trattative con Barcellona sull'indipendenza. Mas ha risposto cosi' ai numerosi avvertimenti sulle possibili conseguenze negative dell'indipendenza venuti negli ultimi giorni da dirigenti e istituzioni di Madrid, che ha definito una "strategia della paura" per influire sul voto dei catalani domenica.
Con l'indipendenza della Catalogna, il Barcellona, 23 volte campione di Spagna, finirebbe fuori dalla Liga, il massimo campionato di calcio. E' questa la posizione del suo presidente, Javier Tebas, e di quello del Consiglio superiore dello Sport spagnolo, Miguel Cardenal.

HellxDesPairTruction

EPPURE LA Parola di Dio rimane eternamente efficace contro di loro, infatti dall'uomo anche il loro sangue sarà sparso, perché, proprio loro, più di tutti sono i figli della maledizione! " Del sangue vostro, ossia della vostra vita, io domanderò conto; ne domanderò conto ad ogni essere vivente e domanderò conto della vita dell'uomo all'uomo, a ognuno di suo fratello. Chi sparge il sangue dell'uomo, dall'uomo il suo sangue sarà sparso, perché a immagine di Dio, è stato fatto l'uomo". ] [  IL COMANDAMENTO è ESPLICITO E DICE di NON UCCIDERE! MA I MANIACI RELIGIOSI PREDATORI ERDOGAN SAUDITI FARISEI usurai, HANNO TROVATO NELLA LORO PERVERSIONE, UNA pervertita e SATANICA MOTIVAZIONE PER ABOLIRE IL COMANDAMENTO DI DIO! EPPURE LA Parola di Dio rimane eternamente efficace!

HellxDesPairTruction

[ NON è MAI ESISTITO, IN TUTTA LA STORIA DEL GENERE UMANO, QUALCUNO CHE SIA STATO COSì VICINO AL CUORE DI SATANA COME TUTT'ORA LO SIANO I FARISEI ED I LORO SALAFITI!

HellxDesPairTruction

[ COLORO che hanno assemblato la stesura finale della Bibbia ebraica, i sacerdoti del Tempio di Gerusalemme? sono anche gli stessi che hanno scritto il Talmud! QUINDI QUALCUNO NON SI DOVREBBE MERAVIGLIARE DI POTER TROVARE POCHE GOCCIE DI MICIDIALE VELENO IN MEZZO ALLA TORTA LUMINOSA E GLORIOSA DELLA PAROLA DI DIO!

HellxDesPairTruction

 [ non abbiamo bisogno di dimostrare l'ovvio! 1. ISLAM è UN MALEFICIO! 3. LA SHARIA IL PEGGIORE NAZISMO! 3. IL CORANO è UNA TOTALE APOSTASIA, COMMESSA PROPRIO CONTRO TUTTI I PROFETI DI ISRAELE, A CUI GLI ISLAMICI DICHIARANO DI ESSERSI ISPIRATI! ed in Realtà noi non abbiamo mai visto Abramo Mosé stuprare le bambine e fare tutti i peggiori crimini che Maometto ha fatto! e se tutto questo è stato possibile realizzare, fino ad oggi, è SOLTANTO PERCHé LA VERA BIBBIA DI SATANA è IL TALMUD! IL TALMUD è L'IDOLO DELLA GELOSIA CHE HA GIà FATTO DISTRUGGERE ISRAELE DUE VOLTE! E NESSUNO POTREBBE DIRE CHE IO NON TI AVEVO AVVISATO!

HellxDesPairTruction

AL DEMONIO CIA Director John Owen Brennan, CHE LUI è il demonio! DI TUTTE LE ARMI MICIDIALI CHE JHWH HOLY MI HA DOTATO? l'AMORE è LA MIA ARMA PIù PERICOLOSA!

lorenzojhwh UniusREI

Benyamin Netanyahu ] non vorrei mai che qualcuno debba aprirsi al ministero politico universale di Unius REI, la fratellanza universale: la uguaglianza di ogni uomo del pianeta: UGUALI DIRITTI ED UGUALI DOVERI PER TUTTI, perché, come credono i sacerdoti di satana cannibali, della CIA, che fanno ogni anno 200000 sacrifici umani sull'altare di satana, per proteggere in modo soprannaturale il NUOVO ORDInE MONDIALE DI BUSH, il mio ministero può uccidere i criminali in tutto il mondo! perché percepire che il mio MINISTERO è fondato sulla paura, piuttosto che su valori nobili ed universali, questo mi mortificherebbe enormemente! SE POI è VERO CHE IL MIO MINISTERO POLITICO POSSA UCCIDERE? QUESTO è QUELLO CHE LA MIA FEDE DINAMICA CREATIVA E AGGRESSIVA è SEMPRE STATA COSTRETTA A CREDERE.. chi poi, potrebbe essere una vittima dei miei ministri angeli, questo è qualcosa che io non potrò mai sapere perché, io sono un agnostico razionale come tutti! io sono soltanto un uomo senza nessun carisma soprannaturale! e le intuizioni che può darmi la METAFISICA? chiunque potrebbe ricevere LE MIE intuizioni, così come le ricevo io!
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ISLAMICO SHARIA Autore del reclamo Media Gates Co. W.L.L seham@elmasna3.com, LUI HA DECISO CHE IL MIO CANALE DEVE ESSERE DISTRUTTO E CHE IL SANGUE DEI MARTIRI CRISTIANI DEVE ESSERE SOFFOCATO.. MA, DIO SOFFOCHERà LA SUA VITA MALEDETTA, INVECE! Opera presumibilmente violata Video non da YouTube: "Pop Shenouda said that s enough Amr Adib"
Autore del reclamo SISTEMA MASSONICO BILDENBERG NWO SPA FMI: AGENDA TALMUD: SBS Australia sbscc@sbs.com.au Opera presumibilmente violata Puntata TV "The Youngest Bride"
VOI SIETE TUTTI TESTIMONI MASSONI E ISLAMICI SONO ALLEATI CONTRO L'AMORE DELLA BIBBIA, PER LA DISTRUZIONE DI ISRAELE
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ma come può il capo dei massoni inglesi Regina Elisabetta II, cioè, Regina Gezabele II, fare anche il PAPA della Chiesa Anglicana, se, la Chiesa di Cristo ha scomunicato la sinagoga di satana? questa è apostasia: ed è satana nella casa di Dio!
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P/5 ] Il piano Abu Mazen-Erekat: dichiarare la Palestina “stato sotto occupazione” E QUESTO è VERO HAMAS SHARIA, OCI SHARIA, USA 666, LEGA ARABA SHARIA, HANNO TRASFORMATO LA PALESTINA IN UNO STATO DI OCCUPAZIONE DEL TERRORISMO ISLAMICO NAZISTA, PERCHé "ISLAM è TERRORISMO!" LO HANNO DETTO TUTTI I MARTIRI CRISTIANI CHE LA LEGA ARABA CONTINUA AD UCCIDERE ANCORA OGGI, SOTTO LA SUPER VISIONE DI ONU IL MASSONE! ] Khamenei: Israele cesserà di esistere entro i prossimi 25 anni [ LA TEOLOGIA ISLAMICA DELLA SOSTITUZIONE , è AUTORIZZAZIONE AL GENOCIDIO DI TUTTO IL GENERE UMANO ]
Khamenei: Israele cesserà di esistere entro i prossimi 25 anni. Il “duce” iraniano respinge altri negoziati con gli Usa e promette che Israele verrà perseguitato fino alla sua distruzione. “Entro i prossimi 25 anni non ci sarà più nessun regime sionista” (clicca per ingrandire)
Fra 25 anni Israele non esisterà più. E’ quanto ha proclamato mercoledì la Guida Suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, in un discorso rilanciato dal suo account ufficiale su Twitter. “Dopo i negoziati – recita il messaggio – nel regime sionista hanno detto che non hanno più da preoccuparsi dell’Iran per i prossimi 25 anni. Io direi: innanzitutto, non arriverete a 25 anni. Se Dio vuole, entro i prossimi 25 anni non ci sarà più nessun regime sionista. In secondo luogo, fino al allora, con la lotta, l’eroico spirito jihadista non lascerà neanche un momento di serenità ai sionisti”. La citazione appare sullo sfondo di una fotografia che mostra il “duce” iraniano che calpesta una bandiera israeliana dipinta su un marciapiede.
In un altro tweet, sempre mercoledì, Khamenei fa riferimento all’accordo sul nucleare raggiunto con le potenze mondiali lo scorso luglio, e afferma: “Abbiamo permesso negoziati con gli Stati Uniti solo sulla questione nucleare per ragioni particolari; in altri campi non abbiamo permesso e non permetteremo negoziati con gli Stati Uniti. I rappresentanti americani cercano di negoziare con l’Iran: il negoziato è lo strumento per infiltrarsi e imporre la loro volontà. La nazione iraniana – conclude Khamenei – ha cacciato questo Grande Satana. Abbiamo sbarrato loro l’accesso diretto e ora non dobbiamo permettere loro un accesso indiretto e l’infiltrazione”.
In un terzo messaggio, Khamenei cita il fondatore della Repubblica Islamica e suo predecessore come Guida Suprema, l’ayatollah Ruhollah Khomeini, e scrive: “Khomeini ha affermato: gli Stati Uniti sono il Grande Satana, [ma] alcuni insistono a raffigurare questo Grande Satana come un angelo”. (Da: Israel HaYom, Times of Israel, 9.9.15)  “Khamenei non concede il minimo margine di illusione ai sostenitori dell’accordo sul nucleare iraniano” ha commentato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, al suo arrivo mercoledì a Londra per un visita di due giorni. “Khamenei ribadisce che gli Stati Uniti sono il Grande Satana e che l’Iran intende distruggere lo stato di Israele – ha sottolineato Netanyahu – Ma questo non accadrà: Israele è un paese forte e diventerà ancora più forte. La conseguenza da trarre dalle parole del despota di Teheran è che tutte le nazioni responsabili devono cooperare per fermare l’aggressione iraniana che, mi duole dirlo, non farà che aumentare in seguito all’accordo sul nucleare”. (Da: Times of Israel, 9.9.15)
http://www.israele.net/khamenei-israele-cessera-di-esistere-entro-i-prossimi-25-anni
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P/6 ] Il piano Abu Mazen-Erekat: dichiarare la Palestina “stato sotto occupazione” E QUESTO è VERO HAMAS SHARIA, OCI SHARIA, USA 666, LEGA ARABA SHARIA, HANNO TRASFORMATO LA PALESTINA IN UNO STATO DI OCCUPAZIONE DEL TERRORISMO ISLAMICO NAZISTA, PERCHé "ISLAM è TERRORISMO!" LO HANNO DETTO TUTTI I MARTIRI CRISTIANI CHE LA LEGA ARABA CONTINUA AD UCCIDERE ANCORA OGGI, SOTTO LA SUPER VISIONE DI ONU IL MASSONE! ] Quando Israele impedì all’ISIS di mettere le mani sull’atomica [ LA TEOLOGIA ISLAMICA DELLA SOSTITUZIONE , è AUTORIZZAZIONE AL GENOCIDIO DI TUTTO IL GENERE UMANO ] Chi allora lo condannò dovrebbe delle scuse e un sentito grazie allo stato ebraico. Di Michael Freund. L’intero mondo libero ha un enorme debito di gratitudine verso Israele. Se non fosse per un previdente raid del 2007 contro un reattore nucleare siriano, attribuito dai mass-media all’aviazione israeliana, i fanatici dello “Stato Islamico” (ISIS) sarebbero oggi in possesso di un loro impianto nucleare. L’inquietante circostanza è venuta alla luce grazie a un recente articolo pubblicato sul sito NK News dall’ex diplomatico statunitense Dennis P. Halpin, che ha messo in evidenza una notizia piuttosto ghiotta rimasta quasi completamente ignorata dalla grande stampa.
Lo scorso 30 giugno l’Istituto di Washington per la Scienza e la Sicurezza Internazionale, che mira a fermare la diffusione delle armi nucleari, ha pubblicato un resoconto di immagini satellitari da cui emerge che “il sito del reattore siriano distrutto si trova ora sotto il controllo dell’ISIS/Daesh [lo “Stato islamico” secondo l’acronimo arabo], in quale a quanto pare lo sta smontando e sta probabilmente conducendo attività di scavo presso il sito”. Halpin, che è attualmente visiting scholar all’Istituto Stati Uniti-Corea presso la Johns Hopkins University, è stato il primo a sottolineare l’importanza di questi dati satellitari e a parlarne senza usare mezzi termini: “Se non fosse per l’Operazione Orchard [frutteto], vale a dire l’attacco aereo israeliano del 6 settembre 2007 contro il reattore di Al Kibar, oggi i combattenti dell’ISIS potrebbe essere dotati di armi atomiche, e non solo di mitra Kalashnikov e di carri armati americani appena catturati”.
Secondo i resoconti dei mass-media, nel settembre 2007 aviazione e forze speciali israeliane colpirono l’impianto atomico che il governo siriano stava costruendo, con l’aiuto della Corea del Nord, nella regione siriana di Deir ez-Zor. Più di sette mesi dopo, il 24 aprile 2008, l’ufficio stampa della Casa Bianca rilasciava un’insolita dichiarazione in cui si affermava che la Siria stava effettivamente “costruendo un reattore nucleare segreto nel suo deserto orientale in grado di produrre plutonio”. Sulla base di notizie di intelligence, gli Stati Uniti dicevano che c’erano “buone ragioni per credere che quel reattore, danneggiato in modo irreparabile il 6 settembre dello scorso anno, non era destinato a scopi pacifici”, aggiungendo che “dopo la sua distruzione, il regime si è affrettato a seppellire le prove della sua esistenza: quest’opera di insabbiamento non ha fatto che rafforzare la nostra convinzione che quel reattore non era destinato ad attività pacifiche”.
Il reattore nucleare siriano di Al Kibar in costruzione nel deserto di Dair Alzour, prima e dopo il raid del 2007
Torniamo al presente e consideriamo quale sarebbe la situazione attuale se il reattore siriano fosse stato lasciato al suo posto: oggi sarebbe nelle mani dell’ISIS. Il solo pensiero di uno “Stato Islamico” dotato di armi nucleari che si gode entusiasta lo spargimento di sangue è agghiacciante. L’ISIS, che oggi controlla porzioni di Iraq e Siria equivalenti per dimensioni alla Gran Bretagna, si è fatto conoscere negli ultimi anni per la sua ideologia espansionista e genocida che mira a stabilire un “califfato islamico” con lo scopo di dominare il mondo. Ha mostrato una particolare inclinazione per il macabro, diffondendo filmati in cui i suoi combattenti si dedicano orgogliosamente a decapitare, crocifiggere, affogare e bruciare vivi i loro prigionieri. Come ha osservato Andrew Hosken della BBC nel suo nuovo libro Empire of Fear: Inside the Islamic State (Impero della paura: all’interno dello Stato Islamico), l’obiettivo del gruppo terroristico è quello di impadronirsi entro il 2020 dell’intero Medio Oriente, di tutto il Nord Africa e anche di parti dell’Europa. Hosken è anche convinto, come ha detto al britannico Daily Express lo scorso 11 agosto, che l’ISIS non esiterebbe a impiegare armi chimiche, biologiche o nucleari pur di raggiungere i suoi obiettivi: “Se avessero delle armi di distruzione di massa, le userebbero – ha detto – Su questo non c’è il minimo dubbio” (e puntuali nei giorni scorsi sono giunte le prime segnalazioni dell’uso di gas tossici da parte dei jihadisti dell’ISIS).
Inutile dire che, quando otto anni fa venne distrutto il reattore siriano, tanti furono pronti a biasimare Israele per l’azione che gli veniva attribuita. Mohamed El Baradei, allora a capo dell’Agenzia Internazionale per l’energia atomica (AIEA), dichiarò alla CNN che l’azione israeliana era “molto penosa”. Se i paesi hanno informazioni su programmi nucleari segreti, disse, ”devono venire a dircelo”.
Col senno di poi appare chiaro quanto sia stato assennato quell’attacco preventivo israeliano, giacché non solo impedì allo spietato regime di Bashar Assad di sviluppare armi nucleari, ma sventò anche uno scenario che avrebbe visto il pulsante della bomba atomica cadere nelle mani insanguinate dell’ISIS, mettendolo in condizione di ricattare il resto del mondo.
El Baradei e tanti altri che come lui non persero l’occasione per dare addosso a Israele devono delle scuse sincere allo stato ebraico. La cattura da parte dell’ISIS del sito dove sorgeva il reattore siriano bombardato sottolinea ancora una volta il ruolo cruciale – e spesso sottovalutato, se non disprezzato – che svolge Israele sulla prima linea della lotta dell’Occidente contro il terrorismo fondamentalista islamico. Israele rimane l’unico alleato affidabile del mondo occidentale in Medio Oriente, un baluardo contro le forze dell’oscurantismo e del dispotismo. Distruggendo il reattore siriano, Israele ha verosimilmente salvato l’umanità dalla devastazione che un ISIS dotato di armi atomiche avrebbe scatenato sul Medio Oriente e oltre. Per questo, il mondo deve un grazie a Israele.
(Da: Jerusalem Post, 2.9.15)
http://www.israele.net/quando-israele-impedi-allisis-di-mettere-le-mani-sullatomica
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Lorenzo Scarola: Unius REI: è l'unica autorità politica: che: rappresenta: i martiri cristiani nel mondo! Lorenzo Scarola: Unius REI: è l'unica autorità politica: che: PUò FARE EVITARE LA GUERRA MONDIALE! e poiché, il vero obiettivo dei salafiti farisei massoni, è soffocare le benedizioni di Abramo nel mondo, ecco che, il vero obiettivo: di Illuminati: è l'annientamento di Israele, oppure, qualcuno può pensare ingenuamente, che, i farisei rothschild lasceranno il loro potere di Fmi Banca Mondiale Spa, dominio di satana sul mondo, per andare a vivere nel deserto saudita? ECCO PERCHé, LORENZO SCAROLA è ANCHE: LORENZOJHWH, cioè, il progetto politico del Re di Israele! Ovviamente, tutto questo impegno, mi ha meritato la perdita del mio ministero di Accolito, poiché, la Chiesa Cattolica ha sempre brillato in discernimento, per vedere, come può fare del suo meglio, per aiutare il satanismo internazionale, che, io ho brillantemente combattuto contrastato e vinto in questi anni: attraverso il server di youtube! PERò NON è TUTTO NEGATIVO: PERCHé, SE, UNIUS REI VIENE DA DIO? NESSUNO POTRà FERMARLO! MA, IO HO UN PROBLEMA, IO SONO SOLTANTO UN POLITICO RAZIONALE, QUINDI, ADESSO, LA CHIESA CATTOLICA DEVE RIMUOVERE, OGNI minISTERO A TUTTI I POLITICI, anche, PERCHé, COME POLITICO IO NON ACCETTO NESSUNA FORMA DI INGIUSTIZIA... ED OVVIAMENTE, PER ONESTà INTELLETTUALE, IO NON ACCETTO NESSUNA FORMA DI INGIUSTIZIA, CONTRO, NESSUN INNOceNTE, IN TUTTO QUESTO PIANETA, CHE, è MALATO DI RELIGIONI SOMMAMENTE CRIMINALI CHE FORMANO: schiavi: GOYM, DHIMMI, DALIT, ED ESCLUSIONI, LOTTIZZAZIONI MASSONICHE, DEL POTERE, usurai, VARIE INGIUSTIZIE, PRIVILEGI ASSURDI: CHE è COME UN OMICIDIO DI PERSONALITà!
http://www.avvenire.it/Mondo/PublishingImages/ImmaginiArticolo/kenyaLapresseFo_44272584_300.jpg
Nuova strage Shebaab nel nord-est del Kenya: una ventina di miliziani islamici somali hanno ucciso 36 operai in una cava a una quindicina di chilometri da Mandera, al confine con la Somalia. I miliziani hanno prima sparato alle tende in cui i lavoratori stavano dormendo, poi hanno selezionato i non musulmani, li hanno fatti distendere e li hanno uccisi con un colpo alla testa. Almeno due delle vittime sono state decapitate. [ LEGA ARABA SHARIAH ONU, E FARISEI ROTHSCHILD ILLUMINATI: PAGHERANNO CON LA LORO VITA QUESTO COMPLOTTO CONTRO: DHIMMI GOYM ISRAELIANI SENZA GENEALOGIA PATERNA, IN ISRAELE! ] [ Gli Shebaab hanno rivendicato la strage di "crociati" e hanno minacciato di proseguire in una lotta "senza quartiere, incessante e spietata".
Il presidente: guerra agli Shabaab. Il presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta dichiara "guerra" agli Shabaab somali. In un discorso in diretta tv, ha annunciato di aver dimissionato il capo della polizia e il ministro dell'Interno. "Questa è una guerra contro il Kenya e i keniani, ed è un conflitto che ciascuno di noi deve combattere", ha detto.
Stesso copione di un mese fa. L'attacco arriva a un mese dalla strage analoga in cui gli islamisti avevano ucciso 28 non musulmani su un bus, nei pressi della frontiera tra Kenya, Somalia ed Etiopia. L'attacco era stato rivendicato dagli Shebaab come ritorsione per i raid della polizia nelle moschee di Mombasa frequentate da islamisti radicali.
Un paese diviso tra cristiani e musulmani. Nel nord-est del Kenya a maggioranza musulmano e di etnia somala affluiscono spesso lavoratori provenienti dalle regioni meridionali dove i cristiani rappresentano l'80% della popolazione. Anche nella cava di Korome lavoravano per lo più operai provenienti da altre regioni. Il Kenya ha subito una luna serie di attentati da quando ha inviato truppe in Somalia a combattere contro i miliziani Shebaab.
Il vescovo: «Interessi politici, territoriali ed economici». "Le persone prese di mira dagli Shabaab sono lavoratori specializzati (medici, infermieri, insegnanti, poliziotti, militari, impiegati pubblici ecc…) provenienti da altre parti del Kenya. Costringerli alla fuga significa destabilizzare questa parte del territorio keniano" afferma all'Agenzia Fides monsignor Joseph Alessandro, vescovo coadiutore di Garissa, nel cui territorio ricade la località di Koromei, nella Contea di Mandera (nord-est del Kenya). "In quella località c'è pure una parrocchia, al momento però priva di un sacerdote a causa dell'insicurezza" sottolinea.
Di recente la Commissione episcopale "Giustizia e Pace" si è detta favorevole al ritiro di migliaia di dipendenti pubblici e di altri lavoratori dal nord-est del Kenya, come misura temporanea per salvaguardare la loro vita. "Sono d'accordo per un ritiro temporaneo di questi lavoratori. In effetti già il sindacato degli insegnanti ha avanzato una richiesta di questo genere. Ma se coloro che sono partiti non ritorneranno, si avranno gravissimi problemi sociali, con scuole e ospedali privi di personale".
Secondo il vescovo "ci sono molteplici motivi dietro a questi attacchi. Gli Shabaab affermano che in questo modo vogliono costringere il governo di Nairobi a ritirare le proprie truppe che li combattono in Somalia. Inoltre avanzano delle rivendicazioni territoriali su questa porzione di Kenya, affermando che storicamente apparteneva alla Somalia. Infine ci sono pure motivazioni economiche, legate alla protezione dei traffici controllati dagli Shabaab. La motivazione religiosa c'è ma non è l'unica. D'altronde in Somalia la popolazione è interamente musulmana, e anche lì gli Shabaab compiono massacri" conclude monsignor Alessandro.
http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/kenya-nuova-strage-shabaab.aspx
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LEGA ARABA SHARIAH ONU, E FARISEI ROTHSCHILD ILLUMINATI: PAGHERANNO CON LA LORO VITA QUESTO COMPLOTTO CONTRO: DHIMMI GOYM ISRAELIANI SENZA GENEALOGIA PATERNA, IN ISRAELE! ] [ Iraq. Mosul, chiese trasformate in carceri. Luca Geronico
3 dicembre 2014. Libertà religiosa, mozione al Parlamento italiano | IL DOSSIER
Non è la moglie del "califfo" la donna arrestata | L'esercito di bimbi addestrati dall'Isis. Un nuovo scempio, un'altra profanazione dei luoghi di culto cristiani a Mosul: alcune chiese sono state trasformate dai jihadisti dell'Is in prigioni. Negli ultimi giorni, riferisce "ankawa.com", dopo che è stato fatto esplodere il carcere di Badush, alcuni detenuti bendati e ammanettati sarebbero stati trasferiti presso l'antica chiesa caldea dell'Immacolata, nella parte orientale della città.

Anche il monastero di San Giorgio, dell'Ordine antoniano di sant'Ormisda dei caldei – riferisce Fides – è divenuto un carcere femminile dove si teme si consumino giornalmente delle violenze. Un orribile cambio d'uso che, secondo il procuratore dell'Ordine antoniano di sant'Ormisda dei Caldei Rebwar Audish Basa fa parte di una precisa strategia: «Un'eventuale offensiva militare per la liberazione di Mosul porterebbe fatalmente a considerare le chiese come obiettivi da colpire, visto che sono diventate basi logistiche dei jihadisti». Una distruzione «rappresenterebbe un danno e una perdita irreparabili». Lunedì 24 novembre, i miliziani dello Stato Islamico erano ricorsi a cariche esplosive per danneggiare gravemente il convento delle suore caldee del Sacro Cuore, in precedenza da loro usato come base logistica.
Intanto ieri è raggiunto un accordo fra il governo centrale iracheno e quello della regione autonoma del Kurdistan che dovrebbe risolvere le dispute in materia di esportazioni petrolifere e budget statale che dovrebbe rafforzare la loro cooperazione nella lotta allo Stato islamico. Il Kurdistan avrebbe accettato di esportare attraverso la compagnia petrolifera statale Somo il greggio estratto dai giacimenti sotto il suo controllo, mentre Baghdad avrebbe accettato di sbloccare i finanziamenti per la regione autonoma congelati da gennaio per la disputa petrolifera. Baghdad accetterebbe così di pagare almeno la metà degli stipendi dei peshmerga curdi, che combattono in prima linea contro le forze dell'Is.
http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/Molte-chiese-di-Mosul-trasformate-in-prigioni-.aspx
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LEGA ARABA SHARIAH ONU, E FARISEI ROTHSCHILD ILLUMINATI: PAGHERANNO CON LA LORO VITA QUESTO COMPLOTTO CONTRO: DHIMMI GOYM ISRAELIANI SENZA GENEALOGIA PATERNA, IN ISRAELE! ] [ Senza STORIA in classe: così l'Italia si gioca il futuro, Giuseppe Matarazzo, 3 dicembre 2014. Prendiamo il Colosseo o il teatro greco di Siracusa. Due simboli della Grande Bellezza, del patrimonio archeologico e monumentale del nostro Paese. Il premio Oscar, Paolo Sorrentino, ha sorpreso e incantato il mondo con le immagini del suo film, ma anche con la decadenza che è in atto. Incuria nella salvaguardia, ma soprattutto l'erosione del sentimento culturale che dovrebbe essere la molla della valorizzazione. E se tutti – politici, governanti, istituzioni, associazioni – non perdono occasione e circostanza per declamare l'importanza del patrimonio culturale, richiamando persino mecenati a contribuire con risorse private a salvarlo, praticamente nessuno, se non una sparuta nicchia di intellettuali, denuncia la voragine di ignoranza e di oblio in cui rischia di affondare la nostra memoria. Chi dovrebbe valorizzare questo patrimonio senza conoscenza? Il dito è puntato sulla lenta, inesorabile e disastrosa scomparsa delle storia (e della geografia) dai programmi scolastici.
«Una serie di provvedimenti legislativi e regolamenti scolastici nell'ultimo decennio, a partire dal 2004, fanno sì che di quello straordinario patrimonio le nuove generazioni non sappiano o non capiscano praticamente nulla. Della storia antica, buona parte degli italiani ne sente parlare una sola volta nella vita. In quarta e quinta elementare. Sembra incredibile, ma nella patria dei Cesari, di Tacito, di Cicerone, Virgilio, Orazio, Archimede e Vitruvio, la storia dei Romani e dei Greci è stata totalmente espulsa dalle scuole medie. Perché secondo i programmi attuali, tutto l'arco temporale storico si studia una volta sola fra le elementari e le medie. Alle superiori, poi, tutto dipende dai percorsi di studio… », è l'amara riflessione dello stato dell'istruzione italiana fatta dal latinista Fabrizio Polacco che sull'ultimo numero del mensile Archeo, lancia un «Sos storia», aprendo il dibattito sull'opportunità di provvedimenti che sembrano mirati a cancellare materie fondamentali per mantenere viva la memoria e interpretare con competenza e interesse il nostro patrimonio, la nostra vera ricchezza. Quella di 50 siti Unesco che il mondo ci invidia e che milioni di visitatori ogni anno vengono a visitare da tutto il pianeta.
«Si può iniziare il percorso di prima media dal Medioevo – domanda Polacco – senza preoccuparsi della totale ignoranza sulle fasi storiche che l'hanno preceduto? Il mondo classico è stato relegato a un ambito esclusivamente mitologico». E questo comporta un'altra paradossale conseguenza: «Fino ai quattordici anni – aggiunge l'insegnante – nessun alunno ha più idea d'assieme dell'intero percorso storico. In pratica, arrivati in prima media questi poveri ragazzi non hanno mai sentito parlare di Rinascimento e Illuminismo, di Rivoluzione francese e di guerre napoleoniche, e fino alla terza media, addirittura non hanno la più pallida idea di che cosa siano l'Unità d'Italia, le guerre mondiali, il fascismo, il comunismo e l'Olocausto ». E non finisce qui. Perché anche alle superiori, persino nei percorsi liceali, nel biennio, la storia come disciplina autonoma dotata di un distinto spazio orario non esiste più (senza considerare la "scomparsa" della storia dell'arte o del latino).
«Con un altro dissennato provvedimento introdotto nel 2010, la storia è stata accorpata alla geografia. Alla disciplina geo-storia sono state assegnate in tutto tre ore settimanali, un'ora e mezzo ciascuna. Meno dell'educazione fisica». Con tutto il rispetto per il corpore sano,
quale rispetto potremmo pretendere del nostro patrimonio? E soprattutto, quali cittadini di domani stiamo allevando? «Di fronte all'invocata scuola di massa, di massa è rimasta l'ignoranza», accusa ancora Polacco, lanciando poi degli interrogativi che invitano
alla riflessione: «Come pensiamo di integrare davvero quel 10% di alunni stranieri che frequentano le nostre scuole, se penalizziamo proprio quelle materie che più caratterizzano la cultura di una nazione? Come si può pensare di dare uno spirito comune ai cittadini dell'Unione Europea senza informarli della vicenda storica che li unisce? Perché negare a questi giovani il diritto di sapere chi sono e da dove vengono? E magari permettere loro anche di farsi un'idea di dove, tutti insieme, potrebbero andare?».
Domande forti, in un contesto culturale evidentemente debole, dove un tweet vale più di un libro, dove la tecnica vince sul pensiero (persino una ricerca si fa ormai a colpi di copia e incolla!). Così l'Italia, cedendo sul suo passato, si gioca anche il futuro.
http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/STORIA-.aspx
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LEGA ARABA SHARIAH ONU, E FARISEI ROTHSCHILD ILLUMINATI: PAGHERANNO CON LA LORO VITA QUESTO COMPLOTTO CONTRO: DHIMMI GOYM ISRAELIANI SENZA GENEALOGIA PATERNA, IN ISRAELE! ] [ Libertà religiosa, mozione in Parlamento, Matteo Marcelli. 2 dicembre 2014 Una mozione parlamentare sulla libertà religiosa in Pakistan e ovunque sia messo a rischio l'inalienabile diritto alla fede. È questo il senso dell'iniziativa dell'Associazione Pakistani Cristiani in Italia che oggi, nella sala stampa della Camera, ha voluto ribadire ancora una volta la necessità di un intervento concreto in difesa delle minoranze religiose nel Paese.
Un'occasione per ricordare l'ultimo, macabro, capitolo del dramma vissuto quotidianamente dai cristiani del Punjab: la vicenda di Shama e Shahzad Masih, i due coniugi gettati vivi nella fornace della fabbrica di mattoni dove lavoravano il 4 novembre scorso. Un'aberrazione dietro la quale c'è ancora una volta la legge sulla blasfemia, l'articolo 295 del Codice penale pachistano, troppo spesso usato per risolvere rivalità economiche o questioni che nulla hanno a che vedere con la religione: "Questa legge - spiega il senatore di Scelta civica Mario Mauro - avvantaggia gli accusatori che diventano proprietari dei beni lasciati dai cristiani incriminati. Farli fuori, non solo in Pakistan ma anche in Iraq e in Siria, sta diventando una strategia politica precisa". Nonostante questo, vicende come quella di Asia Bibi o di Shama e Shahzad, "evidenziano ancora una volta la grandezza non tanto della persecuzione, ma della vocazione di chi non rinuncia ad essere testimone della sua fede".
Un dramma che non sembra trovare la giusta risonanza sui media nazionali, come fa notare l'onorevole Paola Binetti, convinta che "la vita e ogni altro valore irrinunciabile si difenda a partire proprio dalla libertà di culto".
Sono più di 100mila i cristiani uccisi ogni anno: "Un numero - ricorda il direttore di Avvenire Marco Tarquinio, che rischia di far perdere i volti di queste persone che invece scelgono di non rinnegare la propria fede. Un coraggio che giornalisticamente andrebbe raccontato con maggior forza e continuità". http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/mozione-liberta-religiosa-pachistani-cristiani.aspx
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LEGA ARABA SHARIAH ONU, E FARISEI ROTHSCHILD ILLUMINATI: PAGHERANNO CON LA LORO VITA QUESTO COMPLOTTO CONTRO: DHIMMI GOYM ISRAELIANI SENZA GENEALOGIA PATERNA, IN ISRAELE! ] [ Kenya, doppio attacco dei miliziani Shebab: 48 morti. Decapitati lavoratori cristiani di una cava, Un commando armato, quasi sicuramente Shebab, ha ucciso 36 operai in una cava a una quindicina di chilometri da Mandera, al confine con la Somalia. Poche ore prima un attacco in un bar di Wajir con granate e fucili.
 Kenya, nuovo attacco di al-Shabab: uccisi 36 lavoratori nel sonno(LaPresse)
 Uccisi 36 lavoratori nel sonno
Nairobi, 2 dicembre 2014 - Nuova strage nel nord-est del Kenya: un commando armato ha ucciso 36 operai in una cava a una quindicina di chilometri da Mandera, al confine con la Somalia. Presumibilmente miliziani islamici Shebab, gli uomini armati hanno prima sparato alle tende in cui i lavoratori stavano dormendo, poi hanno selezionato i non musulmani, li hanno fatto distendere e li hanno giustiziati con un colpo alla testa. Alcune delle vittime sono state decapitate. All'appello mancano diversi operai che potrebbero essere stati rapiti, ha riferito una fonte della polizia.
L'attacco notturno non è stato rivendicato, ma il fatto che la radio degli Shebab abbia esultato per l'uccisione di "crociati" avvalora i sospetti che si tratti di un'azione dei miliziani islamici somali. La strage alla cava di Korome, a 15 chilometri dal villaggio di Mandera, arriva all'indomani di un attacco in un bar di Wajir con granate e fucili che aveva causato un morto e 12 feriti. Mandera è vicina alla zona in cui il mese scorso gli islamisti avevano giustiziato con modalità analoghe 28 non musulmani su un bus, nei pressi della frontiera tra Kenya, Somalia ed Etiopia. L'attacco era stato rivendicato dagli Shebaab come ritorsione per i raid della polizia nelle moschee di Mombasa frequentate da islamisti radicali.
Nel nord-est del Kenya a maggioranza musulmano e di etnia somala affluiscono spesso lavoratori provenienti dalle regioni meridionali dove i cristiani rappresentano l'80% della popolazione. Anche nella cava di Korome lavoravano per lo più operai provenienti da altre regioni. Il Kenya ha subito una luna serie di attentati da quando ha inviato truppe in Somalia a combattere contro i miliziani Shebaab. Domenica un giornale locale ha riferito che il ministro dell'Interno, Ole Lenku, e il capo della polizia del Paese, David Kimaiyo, del Corno d'Africa rischiano il posto, anche perché non gli é mai stato perdonato di non aver saputo impedire l'attacco al centro commerciale Westgate, a Nairobi, del settembre 2013, in cui morirono 67 persone.
IL PRESIDENTE DEL KENYA DICHIARA GUERRA AGLI SHEBAB - Il presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta dichiara 'guerra' agli Shabaab somali dopo l'ennesima strage di oggi. Lo riferisce la Bbc. Il presidente, in un discorso in diretta tv, ha poi annunciato di aver dimissionato il capo della polizia e il ministro dell'Interno. "Questa è una guerra contro il Kenya e i keniani, ed è un conflitto che ciascuno di noi deve combattere", ha detto il presidente. http://www.quotidiano.net/kenya-shebab-attacco-1.454589
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LEGA ARABA SHARIAH ONU, E FARISEI ROTHSCHILD ILLUMINATI: PAGHERANNO CON LA LORO VITA QUESTO COMPLOTTO CONTRO: DHIMMI GOYM ISRAELIANI SENZA GENEALOGIA PATERNA, IN ISRAELE! ] [ CENTRAFRICA. «Preghiamo per la conversione del cuore e della testa». 03/12/2014 - Dal 2012 la Repubblica Centrafricana è piegata dalla guerra. Nel dicembre 2013, in diecimila si erano rifugiati nel Carmelo di Bangui. Oggi, padre Federico e i suoi fratelli, con tutti i profughi, celebrano una messa speciale per il loro Paese. Padre Federico tra i profughi nel Carmel di Bangui. Il 5 Dicembre 2013, in seguito agli scontri scoppiati nei quartieri di Bangui, migliaia di profughi hanno trovato rifugio nel nostro convento. Molti di loro - circa 4.000 - si trovano ancora qui. Attualmente la situazione è un po' più tranquilla, anche se sempre molto precaria.
Per questo ragione venerdì 5 dicembre celebreremo alle 15.30 una S. Messa con tutti i nostri profughi.
In questa Messa vogliamo implorare da Dio il dono di una pace duratura e di una vera riconciliazione per tutta la Repubblica Centrafricana.
Chiederemo a Dio il dono della conversione del cuore e della testa. Ricorderemo le migliaia di persone che sono morte in questi ormai due anni di guerra. Pregheremo per le vittime innocenti, per i cristiani e i musulmani, gli antibalaka e i seleka.
Pregheremo per quanti tra i nostri profughi abbiamo conosciuto e amato e sono morti: anziani, ragazzi, bambini.
Pregheremo per i caduti dell'esercito francese, degli altri eserciti africani e di altre parti del mondo, dei vari organismi umanitari che stanno contribuendo con il loro lavoro e il sacrificio della loro vita al ritorno della pace in Centrafrica.
Pregheremo per quanti governano e governeranno questo paese.
Pregheremo per tutte le persone che ci hanno aiutato e ci stanno aiutando con la loro preghiera, la loro amicizia e la loro generosità.
E renderemo grazie a Dio per tutti i bambini che sono nati qui al Carmel e per averci protetto da ogni pericolo.
Siamo sicuri che vi unirete alla nostra preghiera. http://www.tracce.it/default.asp?id=371&id_n=44958
Padre Federico, i fratelli del Carmel e tutti i nostri profughi. (Bangui, Centrafrica)
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LEGA ARABA SHARIAH ONU, E FARISEI ROTHSCHILD ILLUMINATI: PAGHERANNO CON LA LORO VITA QUESTO COMPLOTTO CONTRO: DHIMMI GOYM ISRAELIANI SENZA GENEALOGIA PATERNA, IN ISRAELE! ] [ «RISCHIO GENOCIDIO» le parole dell'Arcivescovo di Bangui, da Aiuto alla Chiesa che Soffre
«Il rischio che si arrivi al genocidio è imminente». Così l'arcivescovo di Bangui, monsignor Dieudonnè Nzapalainga, dichiara ad Aiuto alla Chiesa che Soffre durante una conversazione avuta mercoledì 12 febbraio.
Il presule descrive l'attuale situazione in Repubblica Centrafricana ed esorta le Nazioni Unite ad inviare un contingente di pace adeguato. «Con appena 4mila o 5mila soldati è impossibile restaurare la pace nell'intero paese. Per proteggere la popolazione servono più uomini. La crisi ha ormai raggiunto proporzioni drammatiche e in Centrafrica potrebbero regnare definitivamente il caos, l'anarchia e il disordine totale».
Monsignor Nzapalainga racconta di un suo recente viaggio a Bodango, un piccolo villaggio a 190 chilometri da Bangui. Arrivato sul luogo, il presule si è reso conto che erano scomparsi circa duecento musulmani che abitavano il piccolo centro ed ha chiesto ad alcuni militanti anti-balaka cosa fosse successo. «Mi hanno risposto che erano stati cacciati e si erano trasferiti nella capitale. Ma come potevano camminare per quasi 200 chilometri con donne, anziani e bambini? È chiaro che è andata diversamente». L'arcivescovo sottolinea come, a differenza di quanto diffuso dai media internazionali, gli anti-balaka - che in lingua Sango significa anti-machete - non sono milizie cristiane. Un'estraneità più volte affermata dall'episcopato locale e ribadita ieri anche dal vescovo di Bangassou, monsignor Juan José Aguirre. «Nessuna milizia cristiana sta uccidendo i musulmani in Centrafrica - ha dichiarato ad Acs - Gli anti-balaka sono dei cittadini traumatizzati ed esaltati, che dopo aver subito per un anno violenze e soprusi da parte della Seleka, hanno deciso di vendicarsi riversando il proprio odio contro la coalizione e contro i centrafricani di fede islamica che l'hanno sostenuta».
Intanto la popolazione continua a vivere nel terrore e ad assistere a scene che, afferma monsignor Nzapalainga, «ricordano il genocidio in Ruanda». L'arcivescovo si riferisce a quanto accaduto a Bohong, il piccolo villaggio cristiano a 15 chilometri da Bouar attaccato dalla Seleka l'estate scorsa. «Persone arse vive, case bruciate, teschi e ossa abbandonati tra le ceneri - racconta - Avevo visto simili crudeltà solo nei documentari sull'olocausto ruandese. Oggi il diavolo vive nel nostro paese e se nessuno tratterrà la sua mano, il maligno riuscirà a raggiungere il suo obiettivo: uccidere e distruggere».
La presenza dei missionari è uno dei pochi aiuti rimasti ai centrafricani. «Loro hanno scelto di rimanere, non sono stati costretti. E nel coraggio di questi religiosi i centrafricani possono intravedere una luce nel buio della notte. Perché se i missionari sono ancora in Centrafrica, vuol dire che c'è ancora speranza».
Aiuto alla Chiesa che Soffre (www.acs-italia.org)
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LEGA ARABA SHARIAH ONU, E FARISEI ROTHSCHILD ILLUMINATI: PAGHERANNO CON LA LORO VITA QUESTO COMPLOTTO CONTRO: DHIMMI GOYM ISRAELIANI SENZA GENEALOGIA PATERNA, IN ISRAELE! ] [ Rapporto ACS 2014 sulla libertà religiosa nel mondo
Rapporto ACS 2014 sulla libertà religiosa nel mondo. Il rispetto della libertà religiosa nel mondo continua a diminuire. È quanto emerge dalla XII edizione del Rapporto sulla Libertà Religiosa nel Mondo della Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre. Il rapporto, nato nel 1999, fotografa il grado di rispetto della libertà religiosa in 196 paesi, analizzando le violazioni subite dai fedeli di ogni credo e non solo dai cristiani. «La libertà religiosa è per sua stessa natura un diritto da garantire a chiunque – scrive nella prefazione del volume Paul Bhatti, già ministro federale pachistano per l'Armonia nazionale e gli affari delle minoranze e fratello del compianto Shahbaz Bhatti, ministro per le minoranze ucciso nel 2011 – e, considerata la situazione di moltissimi gruppi religiosi, il Rapporto ci obbliga a guardare con nuovi occhi a questo diritto fondamentale, che è condizione imprescindibile di ogni società libera e giusta».
I cristiani si confermano ancora una volta il gruppo religioso maggiormente perseguitato. Minoranza oppressa in numerosi paesi, molte delle terre in cui i cristiani abitano da secoli, se non da millenni, sono oggi sconvolte dal terrorismo.
Redatto da giornalisti, esperti e studiosi, il rapporto prende in esame il periodo compreso tra l'ottobre 2012 e il giugno 2014. Dei 196 paesi analizzati, in ben 116 si registra un preoccupante disprezzo per la libertà religiosa, ovvero quasi il 60%. Nel periodo in esame sono stati rilevati cambiamenti in 61 paesi, ed è interessante notare come soltanto in sei di questi – Cuba, Emirati Arabi Uniti, Iran, Qatar, Taiwan e Zimbabwe – tali trasformazioni hanno coinciso con un miglioramento della situazione. Peraltro, ad eccezione di Taiwan e Zimbabwe, anche in queste nazioni si riscontrano limitazioni elevate o medie alla libertà religiosa. Inoltre spesso i miglioramenti sono il frutto di iniziative locali, più che segnali di un progresso nazionale.
Schede paese e approfondimenti sono disponibili in italiano su questo sito internet, oppure scaricando la nuova app ACS per smartphone (disponibile per apple e android), e in varie lingue sul sito religion-freedom-report.org
Quest'anno il Rapporto si accompagna al Focus sulla Libertà Religiosa, una pubblicazione di 32 pagine che, oltre ad una panoramica generale sui dati emersi dall'analisi, contiene una graduatoria che suddivide i paesi in quattro categorie in base al grado di violazione della libertà religiosa: elevato, medio, preoccupante, lieve. La classifica è ovviamente indicativa, i fattori che condizionano la libertà religiosa sono altamente variabili e poco si prestano ad una valutazione oggettiva. La classifica è stata realizzata prendendo in considerazione gli episodi di violenza a sfondo religioso e indicatori diversi quali il diritto alla conversione, a praticare la fede, a costruire luoghi di culto e a ricevere un'istruzione religiosa.
In 14 dei 20 paesi dove si registra un elevato grado di violazione della libertà religiosa, la persecuzione dei credenti è legata all'estremismo islamico: Afghanistan, Arabia Saudita, Egitto, Iran, Iraq, Libia, Maldive, Nigeria, Pakistan, Repubblica Centrafricana, Somalia, Sudan, Siria e Yemen.
Negli altri sei paesi, l'elevato grado di violazione della libertà religiosa è legato all'azione di regimi autoritari quali quelli di Azerbaigian, Birmania, Cina, Corea del Nord, Eritrea e Uzbekistan.
Le violenze a sfondo religioso – che contribuiscono in modo determinante al costante aumento dei flussi migratori – sono legate al regresso della tolleranza e del pluralismo religioso. Il progressivo distacco dal pluralismo religioso è chiaramente documentato nel Rapporto. In varie nazioni del Medio e dell'Estremo Oriente inizia ad appalesarsi il cosiddetto fenomeno degli stati mono-confessionali, in cui il gruppo religioso dominante cerca di prevaricare sulle minoranze, imponendo la sharia o approvando normative quali la legge anti-blasfemia. La recente affermazione dello Stato Islamico in Iraq è un chiaro esempio di tale fenomeno.
Il volume rileva inoltre altre tendenze preoccupanti, quali l'aumento dell'intolleranza religiosa e dell' "ateismo aggressivo" in Europa Occidentale; il crescente analfabetismo religioso delle classi politiche occidentali; il numero allarmante di episodi anti-semiti nel Vecchio Continente.
Ulteriore novità dell'edizione 2014 sono le analisi continentali di studiosi ed esperti: sulla situazione della libertà religiosa in AFRICA, AMERICA DEL NORD, AMERICA LATINA, ASIA, EUROPA OCCIDENTALE, MEDIO ORIENTE, RUSSIA E ASIA CENTRALE. Tutte le analisi sono disponibili online.
L'Asia si conferma il continente dove la libertà religiosa è maggiormente violata. Nei paesi in cui vi è una religione di maggioranza si riscontra un incremento del fondamentalismo non soltanto islamico, ma anche indù e buddista. Analizzando la situazione del Medio Oriente si nota come i paesi in cui la libertà religiosa è negata offrono un terreno fertile all'estremismo e al terrorismo. Se in Russia il crescente numero di immigrati musulmani comporta il rischio di una radicalizzazione della presenza islamica, nei paesi dell'Asia Centrale, il timore di rivolte sulla falsa riga delle primavere arabe, ha provocato un inasprimento delle restrizioni imposte ai gruppi religiosi.
In Africa, la tendenza più preoccupante degli ultimi due anni è senza dubbio la crescita del fondamentalismo islamico – sotto l'impulso di gruppi come Al Qaeda nel Maghreb islamico, Boko Haram e al Shabaab – e si riscontra un aumento di casi di intolleranza religiosa in Egitto, Libia e Sudan. Non mancano tuttavia esempi di dialogo e cooperazione religiosa in Camerun, Nigeria, Centrafrica, Uganda, Zambia, Sudafrica e Kenya.
In Europa Occidentale si registrano minacce sia alla libertà religiosa che alla libertà di coscienza. In numerosi paesi vi è inoltre una tendenza laicizzante che cerca di escludere la religione dalla vita pubblica. Anche in America del Nord si riscontrano casi relativi all'obiezione di coscienza.
In America Latina gli ostacoli alla libertà religiosa sono quasi sempre causati dalle politiche di regimi apertamente laicisti o atei, come quelli di Venezuela ed Ecuador, che limitano la libertà di tutti i gruppi religiosi, senza alcuna distinzione di credo.
http://acs-italia.org/notizie-dal-mondo/rapporto-acs-2014-sulla-liberta-religiosa-nel-mondo/#.VIANC2c9WSo
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Notizie dal Mondo
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28/11/2014
Nuova app ACS per entrare in contatto con la Chiesa che soffre
Costanti aggiornamenti e notizie sulla Chiesa di tutto il mondo. Aiuto alla Chiesa che Soffre lancia la sua nuova applicazione per smartphone con contenuti esclusivi   
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28/11/2014
Rapporto ACS 2014 sulla libertà religiosa nel mondo
Il rispetto della libertà religiosa nel mondo continua a diminuire. È quanto emerge dalla XII edizione del Rapporto sulla Libertà Religiosa nel Mondo della Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre   
25/11/2014
Iraq siamo di fronte a un genocidio
Padre Andrzej Halemba è il responsabile internazionale di ACS per il Medio Oriente. Ad inizio ottobre è stato nel Kurdistan iracheno per visitare gli sfollati e mettere a punto il piano straordinario di aiuti assieme ai rappresentanti della Chiesa locale   
© Christian Gennari
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25/11/2014
Quanto accade oggi in Iraq
Nella notte tra il 9 e il 10 giugno 2014 Mosul, seconda città irachena in ordine di grandezza, è caduta in mano allo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (Isis), oggi semplicemente Stato Islamico (Is). Il gruppo fondamentalista era tristemente noto ai cristiani iracheni per gli orribili crimini commessi in Siria: stupri, decapitazioni, esecuzioni trasformate in macabri spettacoli   
cartina libertà religiosa w
24/11/2014
Conferenza sulla libertà religiosa – 1° dicembre Regina Pacis Roma
Lunedì 1° dicembre alle ore 19 il Rapporto sarà presentato nella Parrocchia Santa Maria Regina Pacis a Monteverde – in via Maurizio Quadrio 21 – nel corso di una conferenza dal titolo «La libertà religiosa nel mondo»   
Copertina Rapporto 2014
28/10/2014
ACS presenta la nuova edizione del Rapporto sulla Libertà Religiosa
Il prossimo 4 novembre alle ore 11 a Roma, presso l'Associazione stampa estera, Aiuto alla Chiesa che Soffre presenterà la nuova edizione del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo   
Copertina Rapporto 2014
28/10/2014
Cristiani iracheni: incontro ACS a Milano
Mercoledì 5 novembre 2014 alle ore 18 nella Sala di Rappresentanza del Rettorato dell'Università Statale di Milano – in via Festa del Perdono 7 - si terrà un incontro dal titolo «CRISTIANI IRACHENI: LA FEDE NELLA PERSECUZIONE»   
Copertina Rapporto 2014
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28/10/2014
Cristiani iracheni: incontro ACS a Torino
Giovedì 6 novembre 2014 alle ore 18 nell'Aula Magna della Facoltà Teologica – in via XX Settembre 83 – si terrà un incontro dal titolo «CRISTIANI IRACHENI: LA FEDE NELLA PERSECUZIONE»   
Piano aiuti ACS Iraq (2)
20/10/2014
ACS stanzia quattro milioni di euro per l'Iraq
Migliaia di rifugiati cristiani riceveranno cibo, alloggi, strutture scolastiche e doni per i bambini. Aiuto alla Chiesa che Soffre ha appena approvato un piano straordinario di aiuti per l'Iraq, per un valore di quattro milioni di euro, uno dei maggiori mai stanziati dalla fondazione pontificia in 67 anni di storia   
Convegno Famiglia Medio Oriente
09/10/2014
Convegno per le Famiglie del Medio Oriente
La Fondazione Vaticana "Centro Internazionale Famiglia di Nazareth" in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Famiglia, in occasione della III Assemblea Straordinaria dei Vescovi sulla Famiglia, organizza un Convegno dedicato alle Famiglie in Medio Oriente, "Uno sguardo di verità e di misericordia sulle famiglie in Medio Oriente", in programma sabato 11 ottobre 2014, alle ore 18.30, presso l'Auditorium Giovanni Paolo II della Pontificia Università Urbaniana   
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Notizie dal Mondo
Rosario per il Medio Oriente
07/10/2014
7 ottobre: ACS invita a recitare il Rosario per il Medio Oriente
Oggi, Festa della Madonna del Rosario, Aiuto alla Chiesa che Soffre invita tutti a recitare il Rosario per la pace in Iraq, in Siria e in tutto il Medio Oriente   
logo ACS campagna Iraq
23/09/2014
Aiuto alla Chiesa che Soffre in lizza per il premio Sakharov
La fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre è tra i candidati per il premio Sakharov per la libertà di pensiero, il riconoscimento istituito dal Parlamento europeo nel 1988 e assegnato ogni anno a personalità e organizzazioni dedite alla difesa dei diritti umani e delle libertà individuali, inclusa la libertà religiosa   
©ACS/ACN
14/09/2014
I centomila volti della sofferenza cristiana in Iraq
Dal 13 al 15 agosto una delegazione internazionale della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre ha visitato alcuni villaggi del Kurdistan iracheno. Il racconto di Maria Lozano, vicedirettore internazionale della comunicazione di ACS   
ucraina2
10/09/2014
Ucraina: il racconto dei sacerdoti rapiti
«Credo che i miei rapitori mi controllassero già da tempo, perché possedevano molte informazioni sia su di me che sui miei parrocchiani». Padre Sergej, uno dei tre sacerdoti sequestrati in Ucraina tra luglio e agosto, racconta ad Aiuto alla Chiesa che Soffre i suoi dodici giorni di prigionia. Il sacerdote greco-cattolico, appartenente all'esarcato arcivescovile di Donetsk, è stato rapito a fine luglio mentre era alla guida della sua auto   
corso formatori 1
25/08/2014
L'importanza di formare i formatori
Un'occasione per imparare ad essere formatori, ma soprattutto un momento per vivere il senso di comunione della Chiesa universale. È quanto offre il Corso Internazionale per i formatori di seminari organizzato ormai da 24 anni dall'Istituto Sacerdos dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum   
Iraq-rifugiati dohuk
20/08/2014
Aiuto alla Chiesa che Soffre visita i rifugiati nel Kurdistan iracheno
Una ferita profonda è stata inferta ai cristiani non soltanto dagli islamisti, ma dalla stessa società irachena». Così monsignor Emil Shimoun Nona, arcivescovo caldeo di Mosul, ha descritto i sentimenti dei suoi fedeli ad una delegazione internazionale di Aiuto alla Chiesa che Soffre che dal 13 al 17 agosto ha visitato alcuni villaggi del Kurdistan irache   
patriarca Toual ospedale Gaza
14/08/2014
Gaza: Aiuto alla Chiesa che Soffre stanzia 50mila euro per le vittime del conflitto
«I rifugiati hanno bisogno di tutto: cibo, acqua, vestiti», così dichiara ad Aiuto alla Chiesa che Soffre padre Mario da Silva, religioso della Famiglia del Verbo incarnato, che opera nella parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza   
Alqosh Patriarca Sako con rifugiati
10/08/2014
Patriarca Sako: non si deve difendere solo il Kurdistan
«La decisione del presidente americano Barack Obama di intervenire militarmente soltanto per difendere Erbil è sconcertante». Così scrive il patriarca caldeo di Babilonia, Luis Raphael I Sako, in un appello urgente inviato questa mattina ad Aiuto alla Chiesa che Soffre   
Erbil
08/08/2014
Iraq: forse un primo intervento già ieri notte
«Una nuova guerra significa nuova distruzione. Bombarderanno case, strade, infrastrutture. L'Isis non si farà trovare tanto facilmente». Così dichiara ad Aiuto alla Chiesa che Soffre una fonte irachena che per motivi di sicurezza preferisce mantenere l'anonimato   
©Wathiq Khuzaie/Getty Images
31/07/2014
Giornata di preghiera per la pace in Iraq
Il prossimo 6 agosto, Festa della Trasfigurazione, Aiuto alla Chiesa che Soffre promuove una giornata di preghiera per la pace in Iraq. L'invito è rivolto da ACS assieme al Patriarca caldeo Raphael Louis Sako, che ha composto la preghiera di invocazione alla pace   
 Notizie dal Mondo
Padre Neuhaus
25/07/2014
Il conflitto di Gaza non deve portare a divisioni tra i cristiani
«La nostra più grande sfida è evitare che il conflitto in atto a Gaza porti a divisioni tra i cristiani». Così ha dichiarato ad Aiuto alla Chiesa che Soffre padre David Neuhaus, gesuita e vicario del patriarcato latino di Gerusalemme per i cattolici di lingua ebraica   
mons Syroub
18/07/2014
Ausiliare caldeo di Bagdad: le nostre paure si sono avverate
«Siamo senza parole perché quanto successo è davvero scioccante. I cristiani sono a Mosul da secoli e quelle famiglie sono state improvvisamente strappate via dalla loro città, dalla loro casa, dalla loro vita. Siamo davvero preoccupati per il futuro dei cristiani in questo paese». È la drammatica reazione di monsignor Saad Syroub a quanto accaduto a Mosul. Il vescovo ausiliare caldeo di Bagdad è stato raggiunto telefonicamente questa mattina da Aiuto alla Chiesa che Soffre   
Karam e Mohand
18/07/2014
Restare o partire: il dilemma dei cristiani iracheni
«Il serbatoio della mia auto è sempre pieno. Così se la situazione dovesse precipitare, sono pronto per fuggire con mia moglie e mio figlio». Karam, cristiano caldeo di ventitré anni, ha vissuto tutta la sua vita a Kirkuk. Nella città del nord iracheno convivono curdi, arabi, turkmeni e assiri   
©Consiglio Ue
15/07/2014
La Chiesa irachena si appella all'Ue: aiutateci ad impedire una guerra civile
I leader cristiani d'Iraq si sono rivolti all'Unione europea affinché li aiuti ad impedire una guerra civile che metterebbe in pericolo il futuro del paese e di una minoranza «fragile» come quella cristiana. È successo a Bruxelles lo scorso 10 luglio nel corso di una riunione organizzata da Aiuto alla Chiesa che Soffre   
sudan
11/07/2014
In Sudan i cristiani sono cittadini di seconda classe
«La situazione giuridica dei cristiani in Sudan è davvero preoccupante». A parlare è il vescovo della diocesi sudsudanese di Tambura-Yambio, monsignor Eduardo Hiiboro Kussala, in questi giorni in visita alla sede centrale di Aiuto alla Chiesa che Soffre   
Mons. Mirkis
09/07/2014
Arcivescovo di Kirkuk: capisco i cristiani che lasciano l'Iraq
«Noi cristiani stiamo ormai scomparendo dall'Iraq. Proprio come è successo ai nostri fratelli in Turchia, Arabia Saudita e Nord Africa. Perfino in Libano siamo ormai una minoranza». Parole amare quelle pronunciate da monsignor Yousif Mirkis durante una recente conversazione con Aiuto alla Chiesa che Soffre   
Mons. Nona Erbil
04/07/2014
Monsignor Nona: la mia diocesi non esiste più. Isis me l'ha portata via
«Ahlan wa sahlan. Benvenuta». L'arcivescovo caldeo di Mosul, monsignor Emil Shimoun Nona accoglie calorosamente una donna visibilmente agitata e la fa accomodare in quello che è ora divenuto il suo ufficio a Tall Kayf, villaggio a tre chilometri a nord di Mosul   
Erbil Sako Rifugiati
02/07/2014
Occidente più attento ai mondiali che alla crisi irachena
«L'Iraq continuerà ad essere un unico stato ma solo se lo vorranno l'Occidente e i vicini Iran, Qatar, Turchia ed Arabia Saudita». È quanto afferma il patriarca caldeo Louis Rafael Sako I ad Aiuto alla Chiesa che Soffre. Sabato 28 giugno, il prelato ha incontrato un rappresentante della fondazione pontificia ad Ankawa, sobborgo a maggioranza cristiana di Erbil, a margine dell'annuale sinodo della Chiesa caldea   
Siria Damasco
26/06/2014
Rapporto annuale 2013 di ACS
OLTRE 88 MILIONI DI EURO RACCOLTI PER LA CHIESA CHE SOFFRE È la seconda raccolta più importante nella storia di Aiuto alla Chiesa che Soffre. Nel 2013 i benefattori della fondazione pontificia hanno donato 88.396.513 euro   
aiuti ai rifugiati
25/06/2014
Mosul: ACS stanzia un contributo di 100mila euro per i rifugiati
«Abbiamo bisogno di un piano d'emergenza. Ed è di questo che discuteremo durante il sinodo». È quanto ha dichiarato lunedì scorso ad Aiuto alla Chiesa che Soffre monsignor Saad Syroub. Il vescovo ausiliare caldeo era appena giunto ad Erbil per partecipare all'annuale assise della Chiesa caldea, iniziato ieri nonostante l'avanzata dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (Isis)   
 Notizie dal Mondo
Incontro Volontari
25/06/2014
28 giugno incontro volontari ACS a Roma
Sabato 28 giugno Aiuto alla Chiesa che Soffre incontra i suoi giovani volontari   
Mons. Syroub
18/06/2014
Vescovo ausiliare caldeo di Bagdad: "temiamo una guerra civile"
«Temiamo un conflitto civile. Se le diverse parti interne ora contrapposte non riusciranno a trovare un accordo, dobbiamo aspettarci il peggio. Un'altra guerra significherebbe la fine, specie per noi cristiani». Così dichiara al telefono con Aiuto alla Chiesa che Soffre dalla capitale irachena monsignor Saad Syroub, vescovo ausiliare caldeo di Bagdad   
Monsignor Jean Sleiman
17/06/2014
Arcivescovo di Bagdad: la soluzione è nelle mani dei leader iracheni
«Non credo sia necessario un intervento della comunità internazionale. Lo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (Isis) deve essere fermato e tale obiettivo può essere raggiunto soltanto se i leader iracheni riusciranno a lavorare insieme. La loro collaborazione è molto più importante di qualsiasi aiuto esterno». È quanto ha dichiarato ieri ad Aiuto alla Chiesa che Soffre monsignor Jean Benjamin Sleiman, arcivescovo di Bagdad dei latini   
Meriam e Daniel
14/06/2014
Caso Meriam: parla l'arcidiocesi di Khartoum
«Secondo le autorità competenti, Meriam Ibrahim sarà rilasciata soltanto se rinuncerà alla fede cristiana e divorzierà da suo marito Daniel», è quanto sostenuto dall'arcidiocesi di Khartoum in un comunicato diffuso l'11 giugno e inviato ad Aiuto alla Chiesa che Soffre   
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11/06/2014
Arcivescovo di Mosul: la sfida più grande è conservare la speranza
«Mai avevamo assistito a qualcosa di simile. Una grande città come Mosul in preda al caos e ai gruppi che l'hanno attaccata». Così monsignor Amel Shimon Nona, arcivescovo caldeo di Mosul, commenta ad Aiuto alla Chiesa che Soffre la tragica situazione della seconda città dell'Iraq, assediata da quasi due giorni.   
Pakistan
08/06/2014
10 giugno 2014. Aiuto alla Chiesa che Soffre alla Libreria Feltrinelli di Pescara
"La libertà religiosa nel mondo". È questo il tema della conferenza organizzata dalla Fondazione Europa Prossima a Pescara il prossimo 10 giugno alle ore 18,30 nella Libreria Feltrinelli di via Milano. L'incontro sarà dedicato alle sfide e alle prospettive della libertà religiosa nel mondo odierno. mons. Bashar Warda
07/06/2014
Kurdistan iracheno: giungono "troppi" fedeli e la Chiesa chiede aiuto
«L'immigrazione massiccia di fedeli costringe la nostra Chiesa ad affrontare sfide importanti». È quanto dichiara ad Aiuto alla Chiesa che Soffre monsignor Bashar Matti Warda, arcivescovo caldeo di Erbil, nel Kurdistan iracheno. Monsignor Adel Zaky
03/06/2014
L'Egitto ha bisogno di una mano ferma
«Abdel Fattah al-Sisi è l'uomo giusto al momento giusto e la sua elezione significa per noi cristiani una maggiore sicurezza e migliori prospettive future». È quanto dichiarato ad Aiuto alla Chiesa che Soffre da monsignor Adel Zaky, vicario apostolico di Alessandria d'Egitto, in seguito alla vittoria di al-Sisi alle elezioni presidenziali dello scorso 29 maggio. Padre Aurelio Gazzera Bruxelles
29/05/2014
Centrafrica: l'Europa aiuti a trasformare la crisi in un'opportunità
«Abbiamo la possibilità di ottenere dei risultati. Ma dobbiamo metterci al lavoro». È quanto affermato la scorsa settimana a Roma da padre Aurelio Gazzera, missionario carmelitano da oltre vent'anni nella Repubblica Centrafricana, ad alcuni diplomatici europei accreditati presso la Santa Sede   
Copertina Via Crucis ACS
27/05/2014
Stiamo accanto alle tante croci dove Gesù è ancora crocifisso
Meditazione di Papa Francesco durante l'incontro con i sacerdoti, le religiose e i religiosi Chiesa del Getsemani accanto all'Orto degli Ulivi (Gerusalemme) Lunedì, 26 maggio 2014 leggi   
 Notizie dal Mondo
Papa Francesco Muro del Pianto
26/05/2014
Discorso di Papa Francesco in visita al gran mufti di Gerusalemme
Edificio del Gran Consiglio sulla Spianata delle Moschee (Gerusalemme) Lunedì, 26 maggio 2014 Eccellenza, Fedeli musulmani, cari amici, sono grato di potervi incontrare in questo luogo sacro. Vi ringrazio di cuore per il cortese invito che avete voluto rivolgermi, e in particolare ringrazio Lei, Eccellenza, e il Presidente del Consiglio Supremo musulmano. Ponendomi sulle orme
Gerusalemme
24/05/2014
Programma del Pellegrinaggio di Papa Francesco in Terra Santa
 Sabato 24 maggio 2014 Roma 08:15 Partenza in aereo dall'Aeroporto di Roma Fiumicino per Amman 13:00 Arrivo all'Aeroporto Internazionale Queen Alia di Amman 13:45 Cerimonia di benvenuto nel Palazzo Reale Al-Husseini ad Amman Visita di cortesia alle LL.MM. il Re e la Regina di Giordania 14:20 Incontro con le
Sawan Masih
19/05/2014
Blasfemia in Pakistan: condanna a morte soltanto per i più vulnerabili?
Una televisione accusata di blasfemia. Lo scorso mercoledì, durante un programma mattutino del network nazionale pachistano Geo tv, è stato mostrato il video del matrimonio di un'attrice accompagnato da un canto religioso sulle nozze tra Fatima, figlia di Maometto, ed il califfo Alì. cardinal piacenza
15/05/2014 Può la cristianità sopravvivere alla persecuzione? Venerati Confratelli e carissimi Amici, sono particolarmente lieto di essere con voi oggi a riflettere su un tema tanto attuale e cogente per la vita della Chiesa, nell'occasione anche dell'inaugurazione di un nuovo Ufficio di "Aiuto alla Chiesa che Soffre", leggi   
Monsignor Ignatius Kaigama
14/05/2014 Arcivescovo di Jos: Non resta che pregare, «Boko Haram vuole colpire la Nigeria al cuore. Sono davvero preoccupato per quelle povere ragazze che mai avevano lasciato il loro piccolo villaggio ed ora si trovano chissà dove nella boscaglia. Prego soltanto che i valori religiosi invocati dagli estremisti impediscano loro di fare del male a delle giovani innocenti»   
padre Michael Shields
12/05/2014 Magadan: un centro per la vita nel "teatro di morte" dei gulag staliniani, Ogni anno in Russia centinaia di migliaia di bambini non vengono alla luce. A fronte di 10 nascite si registrano 13 gravidanze interrotte. ©Carole AlFarah
08/05/2014 Aiuto alla Chiesa che Soffre: 634mila euro donati ai siriani nel solo 2014
«A nome delle famiglie di Sadad e di Homs vi ringrazio dal profondo del cuore. Noi preghiamo per voi e quanti lavorano per aiutare i nostri fratelli che soffrono in Siria   
Maidan
28/04/2014 L'Ucraina unita contro un nemico comune
«Ora a Maidan è tutto tranquillo, ma restano i segni della battaglia», così don Oleksandr Khalaym descrive ad Aiuto alla Chiesa che Soffre il clima nella piazza divenuta il simbolo della protesta ucraina   
Padre Werenfried e Giovanni Paolo II nel 1984
25/04/2014 Werenfried e Giovanni Paolo II: un'amicizia per la Chiesa che soffre
«Questo Papa, che possiede il carisma di penetrare i cuori, è un amico di Aiuto alla Chiesa che Soffre. In passato, a Cracovia, potemmo aiutarlo in vari modi, soprattutto per la costruzione della famosa chiesa di Nowa Huta   
Padre Werenfried e Giovanni Paolo II
23/04/2014
Giovanni Paolo II definì "commovente ed efficace" il contributo di ACS
In occasione della prossima canonizzazione di Giovanni Paolo II, riportiamo di seguito il suo discorso del 16 novembre 1981 al fondatore ed ai rappresentanti di Aiuto alla Chiesa che Soffre   
 Notizie dal Mondo, Processione a Gerusalemme nella Domenica delle Palme 2014
17/04/2014 Terra Santa: la Pasqua dei cristiani che non possono oltrepassare il muro
«A volte credo sia più semplice andare in America che a Gerusalemme. Eppure è lontana soltanto sei miglia da casa nostra». Così Marcelline, una giovane cattolica di Betlemme, descrive ad Aiuto alla Chiesa che Soffre le difficoltà di molti cristiani palestinesi che non possono recarsi nei luoghi sacri perché non hanno ottenuto dal governo israeliano l'autorizzazione necessaria a oltrepassare il muro   
Chiesa San Rocco Ceglie Messapica
09/04/2014 L'unione che dona forza a chi soffre. Giornate ACS a Ceglie Messapica
Giorni particolari quelli vissuti dal 21 al 23 marzo nella parrocchia San Rocco di Ceglie Messapica (BR)   
Monsignor Jacek Pyl
09/04/2014 Separata dall'Ucraina, la Crimea sopravvive grazie a tre virtù cristiane
«Siamo tagliati fuori dal resto del paese», così il vescovo ausiliare di Odessa-Simferopoli, monsignor Jacek Pyl, racconta ad Aiuto alla Chiesa che Soffre l'attuale situazione della Crimea   
Padre Frans van der Lugt
07/04/2014 Padre Frans: «Una fonte inesauribile di speranza per tutti i cristiani siriani»
Il 10 aprile avrebbe compiuto 76 anni. E invece alle 8 di questa mattina, mentre si prendeva cura del suo piccolo giardino, padre Frans van der Lugt è stato prelevato da due uomini armati e ucciso con due colpi alla tempia   
Monsignor Rosario Vella
04/04/2014 Madagascar: l'eccellente contributo dell'educazione cattolica in un paese in crisi
«Conosco tutto il bene che la scuola cattolica fa ai giovani e alle loro famiglie, attraverso la sua azione evangelizzatrice..   
Rifugiati siriani
03/04/2014
Cristiani di Siria: "Abbiamo paura ma non lasceremo la nostra terra"
«I cristiani di Siria hanno perso tutto e vivono tra gli aspri scontri con la costante paura di morire. Eppure molti di loro hanno deciso rimanere nel loro paese». Cardinal Piacenza FatimA
02/04/2014
Meditazione quaresimale tenuta dal Cardinale Mauro Piacenza
Siamo nel cuore del cammino quaresimale e ogni cammino ha una meta. Dove vogliamo arrivare? Ce lo dice S.Paolo, formidabile quaresimalista, e ce lo dice con una espressione scultorea e semplicissima: in Cristo! Niger-Maradi
28/03/2014
Niger: l'opera delle Serve di Cristo tra povertà, spose bambine e fondamentalismo
«Ho ascoltato la chiamata di Dio ed ho lasciato tutto per servire i poveri». Così risponde madre Marie-Catherine Perseverance Kingbo, fondatrice della prima congregazione religiosa del Niger, a chi le chiede perché una suora cattolica abbia scelto di vivere in un paese a maggioranza islamica. © Council of the EU
21/03/2014
Quale sarà la risposta europea al martirio dei giovani ucraini?
«In questo momento drammatico non mi rivolgo soltanto ai fedeli ma a tutti gli uomini di buona volontà, affinché ci aiutino a tenere la Crimea lontana dall'estremismo e non permettano che si spezzi la fratellanza tra le genti della penisola» leggi   
Monsignor Roko Taban Mousa
21/03/2014
Sud Sudan: situazione più grave che negli anni della guerra civile
«Abbiamo perso ogni cosa. Le nostre case e le nostre chiese sono state distrutte e saccheggiate». Costretto a rifugiarsi in un seminario cattolico di Giuba, monsignor Roko Taban Mousa, amministratore apostolico di Malakal in Sud Sudan, racconta ad Aiuto alla Chiesa che Soffre come intere aree del più giovane stato al mondo siano state abbandonate dalla popolazione, in seguito a violenti scontri tra l'esercito del presidente Salva Kiir e la coalizione ribelle guidata dal Dr. Riek Machar. Notizie dal Mondo
ucraina
14/03/2014
Il popolo è la forza e la ricchezza dell'Ucraina
«Ho celebrato molti funerali, ma non ne avevo mai visti di simili. Fiumi di fiori, folle immense di persone ed il cordoglio di un'intera nazione».
11/03/2014
Aiuto alla Chiesa che Soffre inaugura due nuove sedi in Messico e Corea del Sud
Due nuove sezioni, la prima inaugurata in Asia: terra di profonda fede cristiana, spesso messa a dura prova dalla persecuzione. Il 2014 sarà per Aiuto alla Chiesa che Soffre un anno di straordinaria importanza perché vedrà l'inaugurazione di due sedi nazionali in Messico e in Corea del Sud. Inoltre la fondazione pontificia intensificherà i
Egitto-ragazze copte scomparse foto AVAED
10/03/2014
Egitto: il "racket" delle spose forzate convertite all'islam
Rapite: con la forza o con l'inganno. Strappate alle loro famiglie e costrette ad abbandonare la fede cristiana   
seminario minore di zaria incendiato
06/03/2014
Nigeria: circondati dall'orrore abbiamo più che mai bisogno di preghiere
La sedia a rotelle non gli ha permesso di fuggire, ma gli ha salvato la vita. Andrew lavora nel seminario minore di St. Joseph di Shuwa, nello stato nigeriano di Adamawa. La notte del 26 febbraio scorso il seminario è stato attaccato da esponenti della setta estremista Boko Haram e il giovane nigeriano è stato. shahbaz bhatti
03/03/2014
Pakistan: il grande vuoto lasciato da Shahbaz Bhatti
«La morte di Shahbaz Bhatti è una grave perdita per tutti coloro che nel mondo amano la pace». Così Peter Jacob, direttore della Commissione giustizia e pace della Conferenza episcopale pachistana, commentò l'omicidio del ministro pachistano per le minoranze, assassinato il 2 marzo 2011.
26/02/2014
Nuovi spazi e chiese per i cattolici del Golfo Persico
Più spazi per una comunità in continua crescita. Aiuto alla Chiesa cha Soffre ha appena approvato un contributo di 50mila euro da destinare ad un centro per la catechesi accanto alla Chiesa di Nostra Signora del Rosario, a Doha in Qatar   
CONFERENZA BERGAMO IN MEMORIAM
26/02/2014
Conferenza stampa: Rapporto sulla Libertà Religiosa nel mondo
 Venerdì 28 febbraio 2014, ore 17.30 Conferenza stampa: Rapporto sulla Libertà Religiosa nel mondo Sala conferenze della Provincia (piano ammezzato) Via Tasso Bergamo Sabato 1 marzo, ore 18.00 S. Messa di suffragio per Shahbaz Bhatti e per i cristiani perseguitati Chiesa Convento dei Cappuccini Bergamo PEOPLE IN CAIRO PROTEST RECENT BURNING OF CHURCH
21/02/2014
I cristiani d'Egitto non hanno più paura di battersi per i loro diritti. «La maggioranza dei copti sostiene incondizionatamente il generale al-Sisi e se si candiderà alle elezioni presidenziali voterà per lui. Io invece sono un po' scettico: i precedenti con l'esercito non sono stati troppo buoni». kinderbibel
20/02/2014
L'importanza di leggere la Parola di Dio nella propria lingua madre
«Tradurre un testo di valore significa lavorare per il futuro. Le traduzioni rappresentano un patrimonio a beneficio della storia dell'umanità, specie in una delle poche lingue al mondo che, come il turco, non ha prodotto nulla in termini linguaggio cristiano e che manca di testi relativi alle fonti cristiane». 14/02/2014
Repubblica Centrafricana: rischio genocidio
«Il rischio che si arrivi al genocidio è imminente». Notizie dal Mondo paul bhatti
10/02/2014
Paul Bhatti: non sono fuggito, sarò in Pakistan per l'anniversario della morte di Shahbaz
«Non sono affatto fuggito. Amo il mio paese e sarò in Pakistan per il terzo anniversario della morte di mio fratello». Così Paul Bhatti, in una conversazione avuta questa mattina con Aiuto alla Chiesa che Soffre-Italia, smentisce le voci che lo vorrebbero in Italia a causa di minacce ricevute di recente. Il consigliere speciale
mons. parmeggiani vescovo
04/02/2014
Indirizzo di saluto del nostro presidente, monsignor Mauro Parmeggiani, all'incontro del Consiglio Direttivo della Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d'Italia
Roma, 31 gennaio 2014 Signor Presidente, cari amici! Iniziamo con questo mio saluto due giornate che ci auguriamo feconde e piene di bene per la nostra Confederazione. Il luogo nel quale ci troviamo è a pochi passi dalla Tomba dell'Apostolo Pietro ed un primo pensiero va al suo Successore, l'amato Papa
carmelitane spirulina
04/02/2014
Madagascar: l'oro verde e l'integratore delle monache carmelitane
Non solo ostie e candele. Le monache contemplative carmelitane di Amborovy, vicino a Mahajanga in Madagascar, hanno intrapreso un progetto di autosostentamento molto più originale. Si tratta della coltura della spirulina, un'alga dalle preziose proprietà mediche ed energetiche, con la quale da ormai un paio d'anni le religiose producono un integratore alimentare. Tutto è
mons. parmeggiani_vescovo
30/01/2014
OMELIA ALLA SANTA MESSA DI SUFFRAGIO DI Padre WERENFRIED van STRAATEN nell'XI anniversario della morte
 pronunciata da S.E.R. Monsignor Mauro Parmeggiani Presidente di Aiuto alla Chiesa che Soffre-Italia Carissimi fratelli e sorelle, il 31 gennaio prossimo ricorrerà l'undicesimo anniversario della morte di Padre Werenfried van Straaten, fondatore di Aiuto alla Chiesa che Soffre e oggi ci ritroviamo insieme per suffragarne l'anima e ringraziare il Signore per
mons. parmeggiani confraternite
29/01/2014
Venerdì 31 gennaio e sabato 1° febbraio Consiglio Direttivo della Confederazione Confraternite Diocesi d'Italia
Aprirà i lavori il presidente di ACS-Italia, monsignor Mauro Parmeggiani, in qualità di assistente ecclesiastico della Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d'Italia leggi   
28/01/2014
La legittimità del governo ucraino inficiata dal mancato rispetto dei diritti umani
«Non potrà esserci un dialogo efficace senza una mediazione internazionale». Così monsignor Boris Gudziak, vescovo dell'eparchia ucraina di San Volodymyr a Parigi, in alcune dichiarazioni rilasciate ad Aiuto alla Chiesa che Soffre. L'eparca ha commentato l'attuale momento ucraino, invocando un intervento esterno che favorisca un proficuo dialogo tra le parti. Monsignor Gudziak, già rettore
mons. zakaria
27/01/2014
La soddisfazione dei vescovi egiziani per la nuova costituzione
Un passo cruciale verso la libertà religiosa. Così i vescovi egiziani hanno definito i risultati del recente referendum costituzionale. In un'intervista concessa nei giorni scorsi ad Aiuto alla Chiesa che Soffre, i vescovi copto cattolici di Assiut, monsignor Kyrillos William, Giza, monsignor Antonios Aziz Mina, e Luxor, monsignor Joannes Zakaria, hanno espresso la propria soddisfazione
23/01/2014
2014: un anno chiave per l'ecumenismo
«Questo sarà un anno molto importante per il movimento ecumenico». È quanto dichiara ad Aiuto alla Chiesa che offre il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani.
17/01/2014
Israele non dovrebbe considerare i richiedenti asilo come una minaccia
«Dovremmo trattare i rifugiati come esseri umani anziché etichettarli a priori come criminali».
14/01/2014
Le minoranze in Bangladesh tra paura e violenza
Continuano a temere le minoranze religiose del Bangladesh. Testimonianze raccolte nei giorni scorsi da Aiuto alla Chiesa che Soffre rivelano come in seguito alle consultazioni del 5 gennaio in alcune aree del paese la situazione sia ancora tesa   
 Notizie dal Mondo
10/01/2014
72 appartamenti per fermare l'esodo cristiano dalla Terra Santa
Una casa per settantadue famiglie di diverse denominazioni cristiane. mons. darwish
03/01/2014
Ginevra II deve porre fine alla fornitura di armi e al finanziamento delle parti in lotta
«L'opinione pubblica occidentale è ostaggio dei mezzi di comunicazione, ma i media non comprendono quanto accade realmente in Siria e Medio Oriente. Non vi è alcuna primavera araba e quella che s'intende istaurare è una teocrazia».
23/12/2013 Arcivescovo di Delhi: dalit cristiani discriminati per impedire conversioni
«Abbiamo capito che serviva un segnale forte. Altrimenti nessuno avrebbe prestato attenzione alla nostra protesta. Serviva un gesto drastico, anche se significava infrangere la legge. Abbiamo dovuto rischiare».
17/12/2013 Aiuto alla Chiesa che Soffre promuove una novena per la pace in Centrafrica
«Una nazione non può vivere se continua a nutrire odio nel suo cuore». In un'accorata lettera inviata ad Aiuto alla Chiesa che Soffre, monsignor Juan José Aguirre, vescovo di Bangassou, descrive la drammatica situazione nella Repubblica Centrafricana.
13/12/2013
Siria: il dono di Aiuto alla Chiesa che Soffre alle famiglie delle vittime cristiane
Un regalo di Natale alle famiglie delle vittime cristiane. È l'ultimo progetto approvato da Aiuto alla Chiesa che Soffre in Siria. La fondazione pontificia donerà 250 dollari alle famiglie di 215 vittime cristiane uccise in ragione della propria fede   
conferenza
09/12/2013 Siria: cristiani ultimo atto? www.le2citta.org Incontro con Padre Bernardo Cervellera missionario del PIME e responsabile dell'agenzia giornalistica "Asia News" LUNEDI' 16 dicembre 2013 ore 21.00 Auditorium del Centro Asteria – p.za Carrara17/1 tram 15 e 3, bus 95 e 65, metro linea 2 Famagosta per informazioni: Ester cell. 339.3428171 – Franca
06/12/2013 Bosnia: il futuro è il caos controllato da Europa e USA
«I politici occidentali devono esercitare pressione sul governo bosniaco affinché permetta ai rifugiati cattolici di tornare finalmente a casa».
05/12/2013
La Chiesa Burkinabé tra promozione del dialogo interreligioso e sostegno ai rifugiati maliani
«Il colpo di stato in Mali ha causato grave insicurezza. Quando un incendio divampa, non si sa mai quale direzione potrà prendere. La situazione è ancora tranquilla, ma non sappiamo cosa potrà accadere». padre Ambrosio
29/11/2013
Santa Sofia riconvertita in moschea: è solo propaganda elettorale?
 «Ci avviciniamo alle elezioni e la trasformazione dell'Hagia Sophia è un argomento che interessa molto una certa parte della popolazione. È però inimmaginabile che possa tornare moschea, nonostante siano stati modificati altri elementi laicizzati della repubblica turca che sembravano intoccabili». Così padre Alberto Fabio Ambrosio – frate domenicano da dieci anni ad Istanbul ed
28/11/2013
Nigeria: il Nord non è il solo a soffrire
«Il governo nigeriano ha a cuore soltanto i propri interessi e non quelli della popolazione». È il duro sfogo di monsignor Hyacinth Oroko Egbebo, vicario apostolico di Bomadi nello stato del Delta, che in una conversazione con Aiuto alla Chiesa che Soffre, descrive la drammatica situazione della Nigeria meridionale. Se nel nord del paese la
Notizie dal Mondo
25/11/2013
Lampedusa: il mare è nostro, le vittime degli altri
«Che senso ha officiare funerali di Stato per le vittime, se non celebriamo con altrettanta passione la vita dei superstiti. Questi nei campi di accoglienza sono trattati da criminali e sono stipati in più di mille in rifugi con solo 250 letti». È lo sfogo di monsignor Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, durante un incontro organizzato il 7 novembre scorso presso il Parlamento europeo da Aiuto alla Chiesa che Soffre.
18/11/2013
Filippine: Acs dona 100mila euro per sostenere le vittime del tifone Haiyan
Aiuto alla Chiesa che Soffre ha stanziato un contributo straordinario di 100mila euro in favore delle vittime del tifone Haiyan. Gli aiuti saranno distribuiti attraverso la Conferenza episcopale delle Filippine che potrà così donare viveri, acqua potabile e medicine alla popolazione in difficoltà.
06/11/2013
Siria: attendiamo con coraggio l'alba di un nuovo giorno
«È stato il giorno più difficile della mia vita e l'ho affrontato con coraggio, affidandomi completamente a Dio affinché mi suggerisse le parole da rivolgere ai miei fedeli».
28/10/2013
Il segretario del patriarca copto cattolico: vogliono trascinarci in una guerra civile
«Il vero obiettivo dell'attentato era spingere i cristiani a chiedere l'intervento dei paesi occidentali, trasformando l'instabilità interna in un conflitto internazionale»   
23/10/2013
L'instabilità in Centrafrica impedisce ai bambini soldato di tornare a casa in Uganda
«Dopo il golpe della Seleka, per i bambini soldato tenuti in ostaggio in Centrafrica è divenuto ancora più difficile tornare a casa». È quanto dichiara ad Aiuto alla Chiesa che Soffre monsignor Cosmas Alule, rettore del seminario maggiore nazionale di Alokolum, nel nord dell'Uganda.
18/10/2013
Patriarca copto cattolico: finalmente gli egiziani sono liberi
«Finalmente gli egiziani sono liberi e l'Egitto appartiene di nuovo al suo popolo». Il patriarca copto cattolico Ibrahim Isaac Sidrak definisce così la situazione nel suo paese. Il patriarca – che questa settimana ha visitato il quartier generale di Aiuto alla Chiesa che Soffre – individua «due fasi della rivoluzione». La prima è quella che joseph colony
11/10/2013
I cristiani in Pakistan tra legge anti-blasfemia, terrorismo e discriminazioni quotidiane
«La domenica dopo l'attentato suicida, le chiese erano piene. I cristiani pachistani hanno sì paura, ma non perdono la loro fede»   
Egitto
27/09/2013
Una Veglia Eucaristica per la Chiesa perseguitata
In occasione dell'Anno della Fede, il Movimento dell'Amore Familiare e la Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre promuovono una Veglia Eucaristica per i Missionari Martiri della Chiesa perseguitata, rivolta in special modo alle famiglie   
mons. Joseph Coutts homilly2
26/09/2013
Aiuto alla Chiesa Che Soffre ospita monsignor Joseph Coutts
Dal 5 all'11 ottobre Aiuto alla Chiesa che Soffre ospiterà Monsignor ?Joseph Coutts, arcivescovo di Karachi e presidente della Conferenza episcopale pachistana, che porterà in Italia la straordinaria testimonianza di fede dei cristiani pachistani   
aiuti rifugiati siriani
20/09/2013
Caritas Libano: se ci sarà un attacco in Siria potrebbe arrivare un altro milione di profughi
«Preghiamo perché non avvenga alcun intervento armato. La situazione è da tempo insostenibile e ci attendono giorni terribili». Al telefono con Aiuto alla Chiesa che Soffre da Beirut, padre Simon Faddoul, presidente di Caritas Libano, racconta le drammatiche condizioni dei rifugiati siriani nel vicino paese dei cedri.
16/09/2013
Centrafrica: non una singola casa musulmana è stata bruciata
«Gli eventi si susseguono rapidamente, così come s'intensifica l'aggressività dei ribelli. Assistiamo a scene apocalittiche e osserviamo i corpi delle tante vittime che giacciono ancora ai lati della strada». 09/09/2013
ACS sostiene le vittime delle violenze anticristiane in Egitto
Aiuto alla Chiesa che Soffre ha stanziato un contributo di 30mila euro per le famiglie copte colpite dalle violenze anticristiane in Egitto. padre sammour
05/09/2013
La Siria non è una mappa su Google Earth
«Un intervento militare non porterà a nulla. Ciascuna delle parti in gioco deve capire che la crisi non si risolverà nella maniera in cui desidera. Tutti sono perdenti e nessuno è vincitore, né lo sarà mai». 02/09/2013
Monsignor Shomali: il mio più grande timore è una terza intifada
«Il mio cuore mi dice che i colloqui di pace porteranno a una giusta soluzione. La mia mente però mi spinge a pensare al fallimento delle passate occasioni». preghiera per la Siria
30/08/2013
Settimana di preghiera per la pace in Siria
Non è il tempo di Avvento, né il Santo Natale, né la Settimana Santa. Eppure è tempo di preghiera e di digiuno. I nostri fratelli e sorelle siriani hanno bisogno ora più che mai del nostro aiuto e delle nostre preghiere.
30/08/2013
Gregorios III: no all'intervento, gli USA alimentano l'odio e la violenza
«È giunto il momento di mettere da parte le armi e lavorare insieme per un piano di pace». È l'appello di Gregorios III Laham alla comunità internazionale, raccolto da Aiuto alla Chiesa che Soffre martedì 27 agosto.
29/08/2013
Nuovo incontro ACS per testimoniare la sofferenza dei cristiani d'Egitto
Giovedì 5 settembre Aiuto alla Chiesa che Soffre sarà a Poggibonsi per una conferenza dal titolo "La Libertà Religiosa nel mondo e i martiri cristiani". L'incontro si terrà alle 21 presso la Casa S. Antonio al Bosco in Località S. Antonio al Bosco   
incontro civitanova
29/08/2013
Una giornata per pregare e riflettere insieme sul dramma dei cristiani perseguitati
Lunedì 26 agosto si è tenuta a Civitanova Marche una serata di riflessione e di preghiera per i martiri cristiani ed i cristiani perseguitati. ilardo massimo
28/08/2013
Direttore di ACS al Meeting: la Chiesa siriana ha bisogno di noi
«I cristiani di Siria hanno sì bisogno del nostro sostegno economico, ma anche della nostra vicinanza nella preghiera»   
siria
22/08/2013
Aiuto alla Chiesa che Soffre al Meeting di Rimini
Cari amici, anche quest'anno Aiuto alla Chiesa che Soffre partecipa al Meeting di Rimini per portare la testimonianza della Chiesa perseguitata. Notizie dal Mondo   
20/08/2013
La Chiesa egiziana: noi attaccati da terroristi armati
«Siamo disposti a soffrire, ad essere vittime, a perdere le nostre chiese e le nostre case. Lo accettiamo se è per il bene del nostro paese e di tutti i cristiani e i musulmani d'Egitto». Così scrive il vescovo copto cattolico di Luxor, monsignor Joannes Zakaria, in un messaggio inviato ieri (19 agosto) ad Aiuto alla Chiesa che Soffre.
16/08/2013
Vescovo di Assiut: non siano i cristiani a pagare il prezzo della democratizzazione
«È assurdo. Gli islamisti stanno sfogando su di noi la loro rabbia, ma i cristiani non sono stati gli unici a manifestare. Almeno trentatré milioni di egiziani hanno chiesto le dimissioni di Morsi». padre Ambrosio
14/08/2013
Turchia: un'opportunità da cogliere
Una situazione politica complessa e delicata, spesso erroneamente ricondotta alla mera contrapposizione tra laici e conservatori   
tombe vittime attentati a Sokoto
08/08/2013
Aiuto alla Chiesa che Soffre incontra le vittime di Boko Haram
«Si può discutere se le ragioni alla base degli attentati di Boko Haram siano di natura religiosa, politica oppure economica. È però innegabile che le violenze hanno volutamente colpito la comunità cristiana e i fedeli stanno soffrendo terribilmente». Regina Lynch, responsabile internazionale della sezione progetti di Aiuto alla Chiesa che Soffre, descrive la drammatica condizione dei cristiani nigeriani al termine di un viaggio compiuto nel paese africano.
02/08/2013
Per sconfiggere i Boko Haram dobbiamo prima combattere la corruzione
«I Boko Haram sono un prodotto della corruzione nel nostro paese. Per combatterli è assolutamente necessario porre un freno a questa piaga dilagante e assicurare un futuro ai nostri giovani». Così dichiara ad Aiuto alla Chiesa che Soffre monsignor Oliver Dashe Doeme, vescovo di Maiduguri, nel Nord della Nigeria    padre dall'oglio
30/07/2013
Padre Paolo: potrebbe non trattarsi di un sequestro
«È sicuramente accaduto qualcosa ma non è certo che si tratti di un rapimento». Un amico di padre Paolo Dall'Oglio apre uno spiraglio di speranza in merito al presunto rapimento del gesuita italiano, che sarebbe avvenuto a Raqqa, nel Nord della Siria, nel tardo pomeriggio di ieri (29 luglio) ad opera di miliziani appartenenti al gruppo jihadista dello «Stato islamico dell'Iraq e del Levante».
24/07/2013
Sud Sudan: la presenza militare non è la soluzione
«La presenza militare non è mai una soluzione. La comunità internazionale dovrebbe impegnarsi maggiormente per arrestare il leader dell'LRA, Joseph Kony, ma non sembra averne troppa voglia».
18/07/2013
I giovani del Medio Oriente a Rio grazie ad ACS
«In tanti credono che non vi siano più cristiani in Egitto. Ma noi voleremo a Rio per mostrare ai nostri fratelli e sorelle nella fede che la nostra Chiesa è giovane e viva, nonostante abbia più di duemila anni». Bangladesh2
15/07/2013
Ancora tensioni in Bangladesh dove gli estremisti reclutano nuovi seguaci
«Il Bangladesh è una bomba pronta ad esplodere: una nazione estremamente povera con serissimi problemi sociali e in cui il fattore religioso viene spesso strumentalizzato per fini politici».
12/07/2013
Egitto: i cristiani hanno ancora paura
«Non vogliamo uno stato islamico, ma una repubblica democratica, moderna e costituzionale. Cristiani e musulmani devono avere pari diritti, basati sulla cittadinanza». È questa la posizione dell'Università di Al Azhar, espressa ad Aiuto alla Chiesa che Soffre da Mahmoud Azab, consigliere del Grand Imam Ahmed Al-Tayeb per il dialogo interreligioso.
 Notizie dal Mondo
10/07/2013
L'Evangelizzazione si fa in ginocchio
«La presenza di questi giovani dona a noi la forza di continuare a credere e a loro la consapevolezza di sapere che c'è chi condivide lo stesso cammino di entusiasmo e di fede». egitto-manifestazione
02/07/2013
La Chiesa egiziana dopo il week-end di proteste: «continuiamo a pregare»
«In un momento di estrema preoccupazione per l'intero popolo egiziano, continuiamo a pregare perché non vi siano nuove violenze e spargimenti di sangue e affinché si scorga una soluzione a quella che appare come una nuova rivoluzione».
28/06/2013
Le Chiese di Siria e Libano chiedono all'UE di non armare i ribelli
«Introdurre nuove armi servirebbe solo a far aumentare il numero di orfani e vedove». Sono parole del patriarca melchita di Damasco Gregorio III Laham, pronunciate lo scorso 26 giugno di fronte al presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy. Egitto
25/06/2013
Più di 90 milioni di euro raccolti per la Chiesa che soffre – Rapporto Annuale 2012 di ACS
In oltre 65 anni di storia, mai la fondazione pontificia aveva raggiunto un simile traguardo: nel 2012 i benefattori di Aiuto alla Chiesa che Soffre hanno donato 90.789.588 euro   
mons. Charles Bo
20/06/2013
Arcivescovo di Yangon: è necessario l'aiuto della comunità internazionale
«La trasformazione democratica del 2011 non è stata così improvvisa com'è stato fatto credere. In realtà il governo birmano stava preparando le riforme già da un po' di tempo per evitare sanzioni da parte di Washington e dei suoi alleati»   
padre Magnis Suseno

12/06/2013
Indonesia: premiato il presidente che non ha il coraggio di difendere le minoranze
«Un tale riconoscimento è vergognoso e confuta qualsiasi posizione possiate mai sostenere». gruppi di preghiera

11/06/2013
Nuovo appuntamento del gruppo di preghiera ACS di Firenze
Giovedì 20 Giugno dalle 21.00 alle 22.30 il nostro gruppo di preghiera di Firenze si riunirà nella Cappella delle Suore di Maria Riparatrice, in via Gino Capponi 56 a Firenze per un'Adorazione eucaristica in sostegno della Chiesa perseguitata   
07/06/2013
Corea del Nord: dove per recitare il rosario si devono contare i fagioli
«Riteniamo che almeno diecimila nordcoreani continuino a coltivare la fede cattolica nel profondo del loro cuore. Ma è difficile credere che possa esistere una chiesa sotterranea in Corea del Nord»
05/06/2013
I carmelitani scalzi festeggiano il ventesimo anniversario del loro ritorno a Praga
Espulsi da Giuseppe II d'Asburgo nel 1784, i carmelitani hanno dovuto attendere la fine del regime comunista per tornare nella "città d'oro". E solo nel 1993 il governo ha restituito ai religiosi il Santuario di Santa Maria della Vittoria, al cui interno da quasi sei secoli è custodito il Gesù Bambino di Praga.
31/05/2013
Repubblica Centrafricana: i musulmani al potere e il silenzio dei media
Non meno di trecento morti tra i civili. Scuole ed ospedali ancora chiusi. Le casse dello Stato vuote e le forze dell'ordine fuggite. Furti e saccheggi sono all'ordine del giorno e tutte le attività economiche e finanziarie sono bloccate. A due mesi dal colpo di stato realizzato dalla coalizione ribelle Seleka, la Repubblica Centrafricana non trova pace.
 Notizie dal Mondo Bangladesh
24/05/2013
ACS a Desenzano per raccontare il dramma dei cristiani egiziani
Le parrocchie desenzanesi del Duomo e di San Giuseppe lavoratore hanno invitato ACS-Italia ad un appuntamento del ciclo di incontri "SEGNI DEL VERO Le ragioni per credere". Radio Don Bosco
24/05/2013
Radio Don Bosco: uno strumento prezioso ed un esempio di giornalismo pulito
Una radio fatta dai malgasci per i malgasci e una voce pulita in un mondo giornalistico corrotto. È Radio Don Bosco, l'emittente creata dai salesiani nel 1996 ad Antananarivo, capitale del Madagascar.
22/05/2013
In Mali una tregua solo apparente
«Gli islamisti aspettano soltanto il ritiro delle truppe francesi per invadere nuovamente il Nord del Paese». Così affermano fratel Wilfried Langer, missionario dei Padri Bianchi, e don Germain Arama, economo della diocesi di Mopti   
mons. D'Rozario
16/05/2013
Arcivescovo di Dhaka: gli islamisti vogliono rovesciare il governo
«Nessun bengalese con un minimo di educazione avanzerebbe rivendicazioni del genere. Solo un estremista formato in una madrasa». È la reazione dell'arcivescovo di Dhaka, monsignor Patrick D'Rozario alle proteste del 5 maggio scorso nella capitale del Bangladesh   
Nigeria
13/05/2013
Il governo non combatte i Boko Haram per paura di perdere le elezioni
«Il governo teme che combattere i Boko Haram possa costare voti alle prossime elezioni generali». È la dichiarazione di monsignor Stephen Dami Mamza, vescovo di Yola, capitale dello stato di Adamawa in Nigeria, rilasciata oggi a una delegazione internazionale di Aiuto alla Chiesa che Soffre, in visita nel Paese africano.
09/05/2013
Venezuela: la libertà è appesa ad un filo
«In Venezuela la libertà è appesa a un filo»: è la denuncia di monsignor Oswaldo Azuaje, vescovo di Trujillo, recentemente in visita al quartier generale di Aiuto alla Chiesa che Soffre a Königstein in Germania.   
Madagascar
02/05/2013
La Chiesa cattolica in Madagascar tra povertà intollerabile e caos politico e morale
Una terra piena di contraddizioni. Un Paese ricco di risorse minerarie e bellezze naturalistiche, in cui l'80 percento della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno   
conferenza 7 maggio 2013
02/05/2013
Appuntamento ACS il 7 maggio a Roma
"Libertà religiosa nel mondo e martiri della fede". È il tema dell'incontro organizzato da Aiuto alla Chiesa che Soffre e dal Gruppo giovani della Basilica del Sacro Cuore, il prossimo 7 maggio alle 20.30 nella Basilica del Sacro Cuore di Gesù in via Marsala 42, a Roma.
10/04/2013
Repubblica Centrafricana: «Abbiamo perso tutto, anche la speranza»
«Alle 7.55 della domenica delle Palme siamo stati sorpresi dal rumore assordante delle mitragliatrici. Non hanno più smesso di sparare per tre giorni».

03/04/2013
Arcivescovo di Damasco: Camil vittima di questa "roulette russa"
«Le bombe cadono in ogni momento e in ogni dove. È come una roulette russa che sceglie le sue vittime a caso e ogni giorno porta via con sé tante vite»    [ geopolitica salafita saudita ottomana: la espansione del Califfato shariah, stto egida Onu 322 Bush satana: il Califfato Nwo Fmi ]. Siria: cosa stiamo aspettando? «Non si può parlare dell'opposizione siriana come se fosse composta solo da estremisti. Non dobbiamo dimenticarci dei tanti giovani, innamorati della libertà, che chiedono più dignità, opportunità lavorative e un'onesta amministrazione del Paese». Così dichiara ad Aiuto alla Chiesa che Soffre un sacerdote siriano che per motivi di sicurezza preferisce rimanere anonimo.
Nei primi due mesi del 2011 i siriani osservavano con attenzione quanto accadeva in Egitto, Tunisia, Yemen. «Era inconcepibile per noi ribellarci, perché significava rischiare tutto, in primis la vita». Poi a Daraa, nel Sud al confine con la Giordania, dei minorenni sono stati arrestati per alcune scritte sui muri che esortavano il presidente a lasciare il Paese. E i genitori dei ragazzi, andati a reclamare i propri figli, sono stati a loro volta arrestati. «Questa vicenda ha spinto altri giovani a scendere in piazza. Non chiedevano un nuovo governo, ma solo riforme. La risposta del regime è stata ancora una volta repressione: la maniera in cui il regime ha sempre trattato chiunque provasse ad alzare la testa, di qualunque religione fosse». Dopo quella di Daraa nuove proteste hanno riempito le strade delle principali città siriane, «alimentate dal profondo senso d'ingiustizia che provavamo tutti». Nel luglio del 2000 l'avvento di Bashar al-Assad, in seguito alla morte del padre Hafiz, aveva fatto sperare in una maggior apertura e modernizzazione. Tuttavia «lo status quo camuffato da cambiamento» propinato dal figlio non ha convinto il popolo siriano, ormai esasperato dagli «arresti arbitrari» e dai «soprusi commessi dalle shabiha, le milizie lealiste non governative.
«È vero – continua la fonte anonima – dopo i primi sei mesi le proteste non erano più totalmente pacifiche, ma l'elemento estremista è stato senza dubbio ingigantito. Le infiltrazioni jihadiste in realtà si sono verificate solo più tardi». Il sacerdote ritiene comprensibile, ancorché non condivisibile, la posizione assunta da molti cristiani che – temendo l'avvento degli islamisti – si sono schierati dalla parte del regime. «Da cristiano non posso accettare che la libertà religiosa si fondi sui soprusi, seppure inflitti ad altri. Inoltre non dobbiamo dimenticarci dei cristiani, unitisi all'opposizione, tuttora detenuti nelle prigioni del regime».
La fonte riferisce ad ACS di giovani cristiani e musulmani arrestati in una Chiesa, mentre pregavano per il loro amico Basel Shehadeh. «Alcuni di loro mi hanno riferito di quei giorni tremendi, trascorsi in una stanza talmente affollata in cui facevano i turni per dormire. Mi hanno raccontato le torture fisiche e psicologiche subite e descritto le urla atroci degli altri detenuti». Shehadeh era un regista siriano che ha abbandonato una borsa di studio negli Stati Uniti per tornare nel suo Paese e filmare le rivolte. Dopo la sua morte, avvenuta durante un bombardamento nel quartiere di Bab Sba' a Homs, la polizia segreta ne ha impedito i funerali e arrestato molti dei suoi amici. «Basel non era affatto un fondamentalista islamico, era un cristiano. E non aveva armi, ma la telecamera».
Il sacerdote considera il possibile negoziato tra opposizione e regime una «finestra di speranza». «Non tutti vogliono fornire al presidente una via d'uscita, ma rifiutare il negoziato vuol dire far scorrere altro sangue. Perché Assad non si dimetterà».
E' necessaria la «giusta ed onesta presa di posizione della comunità internazionale», prima che si arrivi alla frammentazione della Siria. «Uno sviluppo infausto che causerebbe violenze contro le minoranze di ogni area del Paese». Gli alauiti ad esempio sono in maggioranza nei villaggi della costa, ma si troverebbero in grave pericolo nelle città dell'interno. La partizione sarebbe «disastrosa» soprattutto per i cristiani che sono presenti in tutte le grandi città, ma ovunque minoranza.
Il perpetuarsi della guerra alimenterebbe inoltre il sostegno dei Paesi del Golfo agli elementi fondamentalisti dell'opposizione. «In questo modo le parti in lotta non esauriranno mai le forze, causando la somalizzazione del conflitto». E a pagarne le conseguenze saranno, come sempre, le migliaia di vittime civili, di profughi, di sfollati interni. «Io sono un sacerdote, non so dire quale sia la soluzione migliore. Ma credo che tra l'intervenire in maniera diretta, come accaduto in Libia, e il rimanere a guardare ci siano molte altre possibilità. Siamo in piena guerra. Che cosa stiamo aspettando?».
"Aiuto alla Chiesa che Soffre" (ACS), Fondazione di diritto pontificio fondata nel 1947 da padre Werenfried van Straaten, si contraddistingue come l'unica organizzazione che realizza progetti per sostenere la pastorale della Chiesa laddove essa è perseguitata o priva di mezzi per adempiere la sua missione. Nel 2011 ha raccolto oltre 82 milioni di euro nei 17 Paesi dove è presente con Sedi Nazionali e ha realizzato oltre 4.600 progetti in 145 nazioni.
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geopolitica salafita saudita ottomana: la espansione del Califfato shariah, sotto egida Onu 322 Bush satana: il Califfato Nwo Fmi ].  «Asia Bibi sta male aiutatemi a salvarla». di Alessandra Muglia. Chi difende Asia Bibi muore. E per Mushtaq Gill, 33 anni, tre figli e una ong nel Punjab, ogni giorno potrebbe essere l'ultimo. «Hanno più volte tentato di farmi fuori, sono nel mirino degli estremisti, vogliono impedirmi di dare supporto legale alle vittime accusate di blasfemia in Pakistan» dice al Corriere questo difensore dei diritti umani, in Italia in questi giorni per parlare della donna pachistana cattolica, madre di 5 figli, che nel 2010 si è ritrovata condannata all'impiccagione dopo aver offerto da bere a due colleghe di lavoro, musulmane, ed essersi rifiutata di convertirsi all'Islam.
«Abbiamo bisogno di voi, di supporto internazionale, dovete mettere pressione al nostro governo perché elimini quella legge: è diventata un'arma per perseguitare le minoranze, soprattutto i cristiani», si accalora Gill alla vigilia del suo intervento all'università Cattolica di Piacenza. Molti di quelli che prima di lui hanno condotto questa battaglia sono stati eliminati: l'ultimo a maggio, l'avvocato Rashid Rehman. Nel 2011 il ministro per le Minoranze Shahbaz Bhatti e Taseer, governatore del Punjab, la regione con la più alta percentuale di cristiani (il 4%) in un Paese dove oltre il 95% degli abitanti è musulmano, per lo più sunnita (solo il 13% è sciita). Da allora nessun politico pachistano ha più osato schierarsi dalla parte di Asia.
Dopo 5 anni di carcere, in isolamento, e di processi faziosi (l'Alta Corte di Lahore ha confermato a ottobre la condanna a morte del 2010), lei è a pezzi: «Sta molto male, ha febbre alta e forti mal di testa, ha perso la speranza» riferisce Gill. Eppure per il futuro lui è ottimista: «Ci sono buone possibilità che la Corte Suprema annulli la sentenza, i suoi giudici sono meno soggetti alle pressioni dei gruppi radicali locali». Quei gruppi che mobilitano le folle per giustiziare i «blasfemi» prima che le condanne siano eseguite, come accaduto alla coppia di cristiani bruciata viva all'inizio di novembre nel Punjab, che Gill ha assistito. Una ferocia che fa orrore. «La comunità musulmana in Pakistan è la più estremista al mondo. Il Pakistan è la fortezza dell'Islam, è nato in nome dell'Islam dopo la "partizione" dall'India. Basti pensare che YouTube nel Paese è bloccato, per impedire la diffusione di filmati "sconvenienti". E che il 95% dei musulmani è su posizioni estremiste, favorevole alla legge antiblasfemia. Il fanatismo è andato aumentando dopo gli attentati dell'11 settembre». http://27esimaora.corriere.it/articolo/asia-bibi-sta-male-aiutatemi-a-salvarla/
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Asia Bibi sta male e ha perso la speranza dopo la condanna a morte [ geopolitica salafita saudita ottomana: la espansione del Califfato shariah, stto egida Onu 322 Bush satana: il Califfato Nwo Fmi ]. Scritto da: Patrizia Chimera - giovedì 4 dicembre 2014. Sta male e ha perso le speranze Asia Bibi, la donna, mamma di cinque figli, che in Pakistan è stata condannata a morte per presunte bestemmie e che vive in carcere in isolamento dal 2010. 04 dicembre 2014, Asia Bibi, la donna pachistana condannata a morte nel suo paese per presunte bestemmie, sta male. A parlare è l'avvocato Mishtaq Gill, che ha accettato di difendere la donna nonostante abbia più volte ricevuto minacce di morte e la sua vita sia stata in pericolo. L'avvocato di Asia Bibi, un uomo di 33 anni, padre di tre figli e fondatore di una ong Punjab, è nel mirino degli estremisti, proprio per la sua scelta di difendere le persone accusate di blasfemia in Pakistan.
Persone come Asia Bibi, la donna pachistatana cattolica, madre di 5 figli, condannata nel 2010 all'impiccagione. Il suo avvocato, nonostante le minacce ricevute, non vuole spegnere i riflettori sulla sua storia, perché sa quanto il supporto internazionale è importante, per cercare di salvare la vita di questa mamma e quella di tantissime altre persone in Pakistan, tentando di abolire quella legge, utilizzata per perseguitare le minoranze nel paese.
Asia Bibi sta male: dopo 5 anni di isolamento in carcere e di processi inutili, ha perso la speranza e come sottolineato dal suo avvocato, in Italia per un intervento all'Università Cattolica di Piacenza, sta anche molto male. Ma lui, uno dei pochi a lottare in Pakistan contro una legge assurda, è ottimista:
    Ci sono buone possibilità che la Corte Suprema annulli la sentenza, i suoi giudici sono meno soggetti alle pressioni dei gruppi radicali locali. E noi vogliamo credere nel suo ottimismo: forza Asia, siamo tutte con te!
(p.c.) Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte per bestemmie in Pakistan
Asia Bibi, la donna cristiana accusata in Pakistan di aver bestemmiato, ha ricevuto dal tribunale di Lahore una condanna a morte. E il mondo si mobilita nuovamente per lei.
Asia Bibi è stata condannata a morte l'Alta Corte di Lahore, il 16 ottobre 2014, ha confermato la sentenza di primo grado del 2010. La donna cristiana, arrestata nel giugno del 2009 con l'accusa di essere una bestemmiatrice, subirà la condanna peggiore, la condanna a morte.
A nulla sono valse le ragioni della difesa, dal momento che, come sottolineato da Naeem Shakir, anche lui cristiano, il giudice Anwar ul Haq ha ritenuto credibili le accuse mosse contro Asia Bibi da due sorelle musulmane, che hanno rilasciato una testimonianza sulle blasfemia commessa dalla donna.
    Sono quelle con cui Asia aveva avuto l'alterco e da cui è nato il caso. La giustizia è sempre in mano agli estremisti.
Il caso risale al 14 giugno del 2009, quando la donna aveva offerta dell'acqua raccolta in un pozzo a due donne che l'avevano aiutata: le due donne l'avevano accusata di aver inquinato la fonte, perché cristiana e quindi infedele, e l'avevano denunciata per insulti al profeta Maometto. 5 giorni dopo è stata formalizzata l'accusa e la donna è stata arrestata.
Da quanto è stata arrestata, Asia Bibi ha avuto il sostegno della comunità internazionale: dopo la prima condanna a morte erano state raccolte 400mila firme per la sua liberazione e anche papa Benedetto XVI aveva lanciato un appello perché venisse annullata la condanna a morte.
Dopo la conferma della sentenza di primo grado, Amnesty International ha parlato di una grave ingiustizia, mentre il marito della donna, madre di 5 figli che ha sempre respinto le accuse, ha già chiesto agli avvocati di fare appello alla Corte Suprema, l'ultimo grado di giudizio.
La storia ricorda tristemente quella di Amina, la giovane donna condannata a morte in Nigeria per adulterio, dove la pena è la lapidazione. La condanna aveva provocato la reazione dei media di tutto il mondo: una campagna di sensibilizzazione che portò all'assoluzione della donna il 25 settembre 2003.
Speriamo che per Asia Bibi il finale sia lo stesso: non facciamo calare il silenzio su storie come queste. Anche perché chissà quante ce ne sono al mondo e quante poche emergono e vengono portate all'attenzione internazionale.
http://www.pinkblog.it/post/244480/asia-bibi-condannata-a-morte-pakistan
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geopolitica salafita saudita ottomana: la espansione del Califfato shariah, sotto egida Onu 322 Bush satana: il Califfato Nwo Fmi ].
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/africa/2014/12/03/nigeria-attacco-boko-haram-150-i-morti_ad1b5153-e464-4a63-95c9-5a409f1ab293.html
Attacco di Boko Haram in Nigeria, 150 morti, Si aggrava bilancio della strage di Damaturu. Oltre 150 persone sono state uccise nell'attacco di lunedì scorso alla città di Damaturu, nel nord-est della Nigeria, attribuito ai jihadisti di Boko Haram. Lo riferiscono fonti mediche e di polizia in base a un bilancio aggiornato dell'ennesima strage. Tra le vittime si contano anche sei soldati e almeno 38 poliziotti.
Tra i 115 cadaveri portati all'obitorio subito dopo l'attacco, c'erano anche i corpi di due medici, di un dipendente del Politecnico federale dello Stato di Yobe, di cui Damaturu è capitale, e dei suoi due bambini. Secondo fonti mediche ci sono stati morti anche tra gli aggressori. Secondo il responsabile dei soccorsi, nell'attacco sono rimaste inoltre ferite 78 persone e, di queste, 53 hanno lasciato l'ospedale dopo essere state medicate. Alcuni miliziani che combattono contro i Boko Haram hanno riferito che negli scontri di lunedì sono stati uccisi "oltre 40 terroristi".
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geopolitica salafita saudita ottomana: la espansione del Califfato shariah, sotto egida Onu 322 Bush satana: il Califfato Nwo Fmi ]. http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2014/12/04/scontri-in-cecenia-poliziotti-uccisi_de30de2b-9557-44dc-81c9-2123902ab87e.html
Scontri in Cecenia, poliziotti uccisi. Secondo le autorità russe attaccata sede giornali locali Grozny. MOSCA, 4 DIC - Diversi poliziotti sono rimasti uccisi in scontri con alcuni ribelli che hanno attaccato una postazione di transito e poi hanno preso d'assalto un edificio che ospita media locali a Grozny, capitale della Cecenia. Lo hanno annunciato le autorità. "Ci sono delle perdite tra il personale", ha annunciato senza ulteriori precisazioni il Comitato nazionale anti-terrorismo, in una dichiarazione diffusa dalle agenzie di stampa russe.
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geopolitica salafita saudita ottomana: la espansione del Califfato shariah, sotto egida Onu 322 Bush satana: il Califfato Nwo Fmi ].    http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2014/12/04/cecenia-dieci-i-poliziotti-uccisi_07da7aa5-298c-4258-8e82-d20129799733.html
Cecenia, dieci i poliziotti uccisi,     E forse 20 quelli feriti. Ribelli islamici rivendicano attacco. 04 dicembre 2014. MOSCA,Sono dieci gli uomini delle forze dell'ordine morti e forse 20 quelli rimasti feriti negli scontri a fuoco con guerriglieri ceceni entrati a Grozny dopo aver attaccato un posto di polizia. Lo riferisce una fonte dei servizi di sicurezza del Caucaso del nord.
    I guerriglieri del movimento islamista "Emirato del Caucaso" hanno rivendicato nella notte gli attacchi nella capitale della Cecenia in cui, secondo fonti ufficiali cecene, sono rimasti uccisi anche sette guerriglieri.
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John Kerry è un sacerdote di satana: ed è un massone complottista 322 Bush Nwo, e oltre ad essere un bugiardo è, soprattutto: un GRANDE assassino internazionale! CHI SEGUE Kerry, HA CANDANNATO IL GENERE UMANO ALLA GUERRA MONDIALE! i satanisti GENDER massoni usurocrazia: ROTHSCHILD, MERKEL, BILDENBERG, MESS TROIKA, I TRADITORI: CHE HANNO RUBATO LA NOSTRA: SOVRANITà MONETARIA! sono disperati: sono pieni di soldi, che, non possono più spendere, se, non realizzano, in tempi brevi, la guerra mondiale! IL DILEMMA LO DISSE LO SCIENZIATO GIACINTO AURITI: " O SI DISTRUGGONO I DEBITI, OPPURE: SI DISTRUGGONO I POPOLI! " MA, COME LORO POSSONO ANDARE IN GUERRA, A DISTRUGGERE I POPOLI, SE, UNIUS REI è UN IMMORTALE: CHE DISTRUGGERà LORO? IO HO GIà STABILITO I MIEI ORDINI, CHE, DEVONO ESSERE ESEGUITI, PERò SE I CANNIBALI CAMBIANO IDEA, E VOGLIONO DILANIARE LA LEGA ARABA SHARIAH? IO NON MI OPPORRò!! ] Putin, Ucraina é solo alibi per sanzioni. "Reazione isterica di Usa e alleati, vorrebbero Russia vassalla"    Russia non si isoli da sé " Gli Usa non cercano il confronto", BASILEA, 04 dicembre 2014. BASILEA,"Gli Stati Uniti ed i Paesi che appoggiano i diritti e la sovranità dell'Ucraina non vogliono il confronto. Non è nostro desiderio vedere la Russia isolata dalle sue stesse azioni". Lo ha detto oggi il segretario di Stato statunitense John Kerry intervenendo alla ministeriale dell'Osce a Basilea (Svizzera). http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2014/12/04/kerry-russia-non-si-isoli-da-se_3c6e9be3-feb0-4637-bee4-5c600b3de52c.html